Il recente divieto di esercizio per i “tradizionali” taxi alimentati a gasolio – conseguenza della decisione imposta lo scorso dicembre dalla Corte suprema indiana che ha vietato, in forma provvisoria, l’immatricolazione di nuove autovetture a gasolio oltre 2.000 cc – ha lasciato disorientati molti tassisti di New Delhi. Per contro, la conversione a metano appare piuttosto costosa e non sicura al 100% dal punto di vista dell’affidabilità dell’autoveicolo.

Per venire incontro alle esigenze dei tassisti di New Delhi, Altigreen, una start-up di Bangalore ha recentemente messo a punto un sistema di propulsione ibrida che – indicano i fondatori della società – può essere adattato a tutte le autovetture, a benzina e a gasolio.

Il kit realizzato dalla start-up indiana, indicano in queste ore alcune fonti Web, avrebbe già suscitato interesse da parte di una delle figure di primo piano nella mobilità elettrica nazionale ovvero Chetan Maini, costruttore di Reva – la prima auto indiana a zero emissioni, tanto da averlo convinto ad investire nella start-up.

Come avviene per molte idee di successo la forza trainante nel progetto di ibridazione sviluppato da Altigreen (che ha iniziato a prendere forma nel 2011) è derivato da una sorta di “delusione” nei confronti delle attuali proposte ibride presenti sul mercato, e di Toyota Prius in particolare.

Non dal punto di vista tecnologico, ma per un motivo squisitamente economico: in poche parole, per l’utente medio indiano Toyota Prius è apparsa troppo cara in un’ottica di acquisto. Dunque una vettura dalla diffusione relativa, almeno in India, e che difficilmente – secondo quanto dichiarato da Amitabh Saran, cofondatore di Altigreen – avrebbe potuto contribuire alla diffusione della propulsione ibrida in un mercato di massa per risolvere le questioni legate all’inquinamento.

Da qui l’idea: nel 2011 Saran, insieme a tre soci (Lasse Moklegaard, Shalendra Gupta e John Bangura) ha iniziato un proprio percorso rivolto alla ricerca di una tecnologia powertrain che potesse costituire una soluzione ottimale per venire incontro alle esigenze dell’ambiente e fronteggiare i continui aumenti dei carburanti di origine fossile.

L’iter di studio e progettazione ha richiesto due anni; nel 2013 si sono svolti i primi test su strada affidati ad alcune vetture “laboratorio”. Altigreen è stata costituita infine nel febbraio del 2013 per proporre sul mercato una soluzione conveniente e nello stesso tempo efficace per le condizioni del traffico indiano e del portafogli dell’utente tipo.

Tecnicamente il kit ibrido messo a punto dalla start-up Altigreen viene collocato accanto al motore termico: comprende un’unità elettrica, un generatore, i relativi cablaggi, una centralina elettronica per il controllo dell’intero sistema e della potenza, e le batterie. L’alimentazione del dispositivo ibrido Altigreen avviene attraverso l’energia prodotta dal motore a combustione interna, che altrimenti andrebbe sprecata, come spiega lo stesso Saran:

Un’autovettura, in condizioni normali, utilizza appena il 25% dell’efficienza termica dal proprio motore; il restante 75% si disperde. Il nostro obiettivo è ‘catturare’ l’energia inutilizzata per trasformarla in una fonte di alimentazione

Saran, che ha in tasca un dottorato di ricerca presso la University of California, spiega che il sistema ibrido messo a punto da Altigreen si regola da se in base al comportamento di guida del conducente e alle condizioni del traffico, in modo da ottimizzare l’apporto di energia all’unità elettrica. Un algoritmo proprietario è stato sviluppato sulla base delle analisi operate durante decine di migliaia di km di test e su diversi tipi di autovettura.

Gli accumulatori (che sono quattro, per una tensione di 48V e che trovano posto nel bagagliaio), contrariamente a quanto viene impiegato nelle attuali tecnologie elettriche e ibride, non sono al litio o ai polimeri di litio, ma al piombo acido: un sistema più “tradizionale” che, sostiene il fondatore di Altigreen, sarebbe anch’esso eco friendly:

Il piombo acido è il materiale più riciclato al mondo, ancora di più delle lattine di alluminio: niente va sprecato.

Verrebbe da obiettare che la densità energetica nelle batterie al piombo acido non è particolarmente elevata; tuttavia, osserva Saran:

La nostra complessa tecnologia ci ha permesso di ridurre le dimensioni delle batterie. Come abbiamo fatto? È un nostro segreto…

Riguardo all’efficienza su strada, Saran sostiene che il sistema ibrido sviluppato dalla start-up Altigreen, potrà contribuire a migliorare il rendimento energetico di un autoveicolo medio del 20% circa, con un conseguente taglio alle emissioni.

Attualmente il sistema di trasformazione Altigreen del veicolo da benzina o diesel a ibrido – giunto alla quinta generazione grazie a un nuovo finanziamento per 15 milioni di dollari, susseguente a un primo incentivo per 3 milioni di dollari – è stato sottoposto ai test da parte di ARAI (Automotive Research Association of India) ed è in attesa di omologazione. Nel frattempo Altigreen ha provveduto a depositare il kit, già detentore di 7 brevetti in 60 Nazioni.

29 luglio 2016
Immagini:
Lascia un commento