Auto alimentata a caffè: record di velocità

Arriva da Teesdale, nel nord-est dell’Inghilterra, l’ennesima conferma di come siano tante ed efficaci le alternative ai carburanti fossili tradizionali, soprattutto quando l’impegno nella ricerca di nuove soluzioni propulsive si accompagna all’ingegno e alla voglia di sorprendere, un po’ come fatto da tale Martin Bacon, che da ieri è entrato ufficialmente a far parte del Guinness World Records.

L’uomo ha infatti stabilito il record mondiale di velocità su terra per una… auto a caffè. L’impresa si è svolta presso il Woodford Airfield in Stockport, un aeroporto usato come particolare pista per consentire all’originale veicolo modificato da Bacon di sfrecciare a oltre 100 km/h, arrivando a far segnare sul tachimetro la velocità massima di 65,536 miglia all’ora, corrispondenti a 105,47 km/h.

L’auto a caffè di Bacon è stata commissionata dalla The Co-operative Food ed è ricavata da un comune pick-up Ford P100 opportunamente modificato per ospitare il particolare sistema propulsivo, il quale consente di utilizzare gli scarti della lavorazione del caffè per spingere fino a una velocità di 105 km/h un veicolo a motore. Tecnicamente il sistema fa uso di pellet di paglia derivata dal caffè, una fonte di energia biochimica che viene riscaldata per mezzo di un apposito bruciatore a carbone sistemato nel cassone posteriore del furgoncino americano.

L’azione di riscaldamento scompone il pellet in monossido di carbonio e idrogeno, con quest’ultimo che, dopo essere raffreddato e filtrato, viene convogliato verso il motore, dove viene usato come combustibile per assicurare la propulsione alla vettura.

Sebbene la cosiddetta “gassificazione” non sia di certo una novità, Bacon e quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’auto a caffè si dicono estremamente soddisfatti per il traguardo raggiunto, sottolineando che tale tecnologia può trovare spazio praticamente su qualsiasi veicolo in commercio. In effetti, anche se durata e prestazioni nell’uso quotidiano di tali sistemi restano tutti da verificare, questo tipo di progetti ha il merito di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica verso i sistemi di propulsione alternativi che fanno uso dell’energia che la stessa natura ci mette a disposizione.

20 febbraio 2013
Fonte:
I vostri commenti
Giuseppe Bottiglia, giovedì 21 febbraio 2013 alle11:58 ha scritto: rispondi »

Quanto l'asino non vuole bere ai voglia a fischiare?

Giuseppe Bottiglia, giovedì 21 febbraio 2013 alle11:58 ha scritto: rispondi »

Quanto l'asino non vuole bere ai voglia a fischiare?

Giuseppe Bottiglia, giovedì 21 febbraio 2013 alle11:57 ha scritto: rispondi »

Basterebbe una piccola modifica agli attacchi degli assali del lato ruote per poter far viaggiare questa auto a velocita molto piu elevate. Non sono i sistemi è la volontà dei soliti conosciuti che ostacola la riconversione dai prodotti petroiferi che oramai hanno un costo proibitivo.

Lascia un commento