In futuro il delizioso formaggio che popola le nostre tavole potrebbe finire nel serbatoio di un’autovettura. A fare un uso apparentemente improprio del formaggio è uno strano e aerodinamico veicolo chiamato “Dragoster“, che a testimonianza della bontà del progetto da cui deriva, ha appena stabilità il record di velocità per i veicoli alimentati da biocombustibili.

L’idea alla base di Dragoster è frutto della mente di alcuni studenti universitari della Utah State University, che ha realizzato un prototipo in grado di bruciare un biocarburante derivato da un lievito presente negli scarti della caseificazione, cioè un prodotto che avanza durante il processo di produzione del formaggio e che, per tale motivo, si trova in abbondanza in qualunque caseificio.

L’auto al formaggio è dotata di un motore diesel capace di sfruttare il potere energetico di questo biocarburante e sembra che la sua tecnologia funzioni a dovere, tanto che i ragazzi dell’università americana hanno ottenuto un interessante record come il veicolo a biocombusibile più veloce su terra, con una velocità massima di 103,48 km/h registrata sul tracciato di Bonneville Salt Lake.

Dragoster eroga potenza massima di 22 cavalli, ma grazie al suo profilo fortemente aerodinamico e alla sua estrema leggerezza, è in grado di raggiungere una velocità di punta molto buona in rapporto alle potenzialità del piccolo motore diesel di cui è dotato.

A prescindere da un’eventuale applicazione in serie di questa tecnologia, che rimane tutta da valutare, ciò che più fa notizia è che per l’ennesima volta arriva la conferma di come siano molti gli elementi naturali apparentemente “inutili” che invece, con il giusto metodo di utilizzo, riescono rappresentare un’alternativa più o meno credibile ai combustibili fossili nell’ottica di un affrancamento della mobilità dai vincoli del petrolio.

2 ottobre 2012
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