La tanto agognata (dagli ambientalisti e da chi ha a cuore il futuro della Terra) indipendenza dal petrolio nel settore dei trasporti potrebbe non essere una chimera, ma potrebbe anzi essere un obiettivo relativamente vicino. A diffondere un po’ di ottimismo su questo tema è stato il Dipartimento per l’Energia americano (DoE), che in un rapporto pubblicato stamane si concentra sul possibile futuro di una mobilità sostenibile svincolata dai combustibili fossili.

Lo studio fa parte del progetto Transportation Energy Futures e dipinge uno scenario in cui il trasporto si baserà unicamente su combustibili alternativi, abbandonando del tutto il petrolio e ogni suo derivato entro il 2050. I tempi, come si può notare, non sono certo brevi, ma appare scontato che una transizione così importante non può essere completata nel giro di uno o due decenni.

L’aspetto positivo resta ovviamente l’impatto che una simile rivoluzione avrebbe sull’ambiente, tanto che alcune proiezioni stimano una diminuzione dell’effetto serra pari all’80% nel caso in cui tutti i veicoli in circolazione fossero alimentati da fonti d’energia rinnovabile e pulita.

Già in Europa alcune città prevedono di avere un sistema di trasporto a zero emissioni proprio entro il 2050, ma un po’ ovunque si punterà sull’incentivazione dei mezzi elettrici, senza dimenticare un cambiamento di abitudini nell’uso dei veicoli e la possibilità che sempre più spesso le stesse aziende diano modo ai propri dipendenti di lavorare da casa, azzerando in tal modo l’impatto degli spostamenti lavorativi sull’ecosistema.

Secondo gli esperti, ad avere un ruolo decisivo non saranno solamente le auto elettriche, ma ci potrebbe essere una buona diffusione dei mezzi a idrogeno, gli stessi che già oggi sembrano un’alterativa più che valida alle tecnologie tradizionali. Per quanto riguarda gli altri tipi di combustibili, invece, si ipotizza una diffusione su vasta scala dei biocarburanti, che risulterebbero essenziali nei contesti in cui la tecnologia degli stessi mezzi predilige l’utilizzo di carburanti allo stato liquido, come ad esempio nel trasporto areo.

Il futuro potrebbe quindi essere legato a un trasporto ecocompatibile, anche se rimangono aperte alcune questioni legate alla stessa produzione di energia elettrica, con le centrali che dovranno far fronte all’aumento del fabbisogno attingendo però a fonti pulite, nonché alla messa a punto di soluzioni valide e accessibili per quanto riguarda tecnologie che si basano sull’idrogeno o sui biocarburanti.

19 marzo 2013
I vostri commenti
Antonio, venerdì 26 luglio 2013 alle12:56 ha scritto: rispondi »

grazie per l'articolo; sempre interessante tutto ciò che riguarda i biocarburanti. Quello che capisco meno è questa eccessiva aspettativa dell'idrogeno come futuro carburante ecologico che, speriamo prodotto da fonti rinnovabili, dovrebbe risolvere il problema della mobilità dei veicoli, ma chissà perchè l'arrivo dell'idrogeno si coniuga sempre al futuro. Forse perchè la tecnologia delle fuel cell è molto costosa... Mentre ADESSO, con una tecnologia matura su tutta la filiera: produzione, infrastruttura, motori, è possibile usare il biometano e il metano di sintesi, prodotto dall'eccedenza notturna di energia eolica e co2 derivante dalla separazione del biogas in metano; con impatto ambientale prossimo allo zero, dato che si reimmette in atmosfera la CO2 prelevata dalle piante in fase di crescita

Silvano Ghezzo, mercoledì 20 marzo 2013 alle1:10 ha scritto: rispondi »

Certe affermazioni mi fanno tristemente sorridere. Purtroppo le vere previsioni sono che, con l'aumento esponenziale della popolazione, l'umanità cercherà di consumare tutti i tipi di energia disponibili, Giappone "docet". 

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