Chi la fa l’aspetti direbbero i più saggi, ma anche senza scomodare i proverbi appare chiaro che quanto avvenuto nel mondo automobilistico tra Toyota e Tesla ha i toni di una “vendetta annunciata”, di una partita a colpi di frasi ad effetto che si gioca a livello mediatico. Il costruttore giapponese e quello americano sono protagonisti di alcune schermaglie legate alla propulsione a idrogeno e alla Toyota Mirai in particolare, la berlina fuel cell lanciata sul finire del 2014 in Giappone e attesa sui mercati occidentali nei prossimi mesi.

La vicenda, tuttavia, ha il suo inizio ben prima che la Toyota Mirai fosse presentata. Era infatti l’autunno del 2013 quando il CEO di Tesla, Elon Musk, fece alcune dichiarazioni critiche sulle auto a idrogeno, ritenute dalla sua prospettiva più un’operazione di marketing che una soluzione concreta per la mobilità del futuro.

L’imprenditore americano accompagnò le proprie considerazioni con termini netti e perentori, arrivando ad affermare che le fuel cell sono una “idiozia” (ma il termine usato fu un po’ più volgare) e a bollare l’idrogeno come un “gas pericoloso”, adatto per un razzo, ma non per un’automobile. La posizione non fu condivisa ovviamente da tutti, con Toyota che nel frattempo continuò a lavorare sulla sua prima vettura a celle a combustibile, la Mirai appunto.

Adesso, a distanza di oltre un anno dall’attacco di Musk, la casa giapponese ha sfruttato l’attenzione mediatica che precede il lancio della berlina a idrogeno sul mercato americano per rispondere con un video ambientato in una fattoria e intitolato “Alimentato dall’idiozia. Presentato da Toyota Mirai”.

Nel filmato Toyota riprende le frasi di Musk e dei detrattori delle fuel cell per rispondere alle critiche con toni ironici, ma non meno incisivi di quelli usati dal CEO di Tesla. Il video scorre per tutta la durata sul filo del doppio senso tra il termine usato da Musk nelle sue critiche e la defecazione degli animali presenti in fattoria, sottolineando la piena compatibilità ambientale dell’idrogeno che può essere ricavato da una fonte naturale come lo sterco dei bovini.

Una serie di scritte in sovraimpressione prova inoltre a smontare punto su punto le tesi di chi ritiene che il futuro dell’auto sarà l’elettrico alimentato da batterie e non tramite celle a combustibile.

Quel che è certo è che il messaggio sfrutta abilmente l’ironia per arrivare dritto al suo scopo, che rimane quello di far discutere e di attirare l’attenzione del pubblico verso la Toyota Mirai, un modello destinato a fare da apripista per un nuovo tipo di propulsione alternativa ma il cui destino commerciale è ancora tutto da scrivere, anche se gli oltre 1.500 ordini registrati finora in Giappone consentono a Toyota di guardare allo sbarco in USA e in Europa con un certo ottimismo.

28 aprile 2015
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