In un futuro non troppo lontano anche le auto da corsa potrebbero avere un’anima decisamente più verde rispetto a quante accade oggi. La propulsione ibrida, ad esempio, ha già dimostrato di potersi ritagliare un ruolo di primo piano non solo sulle strade di tutti i giorni, ma anche in mezzo ai cordoli di un circuito, come dimostra la recente esperienza di Toyota nel World Endurance Championship. Adesso, a quanto pare, potrebbe essere la volta dell’idrogeno.

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Dalla Gran Bretagna giunge infatti notizia che il costruttore Aston Martin è intenzionato a schierare in pista una Aston Martin Rapide a idrogeno, una versione da competizione della berlina di lusso che vuole essere una sorta di esperimento atto a verificare l’efficienza dei sistemi di propulsione alternativi nel mondo delle competizioni, con il fine ultimo di portare un giorno sul mercato le soluzioni messe a punto nei circuiti.

Come già accaduto per Toyota, anche per la Aston Martin Rapide a idrogeno il debutto avverrà nel mondo delle gare di durata. Per la berlina inglese è stata scelta la Germania con la sua “24 Ore del Nurburgring”, cioè una delle più prestigiose e difficili competizioni di questo genere che si corre per buona parte sull’insidioso tracciato del Nordschleife.

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A differenza di altri prototipi a idrogeno, la Rapide non si avvarrà di un sistema elettrico come avviene sui modelli a celle a combustibile, ma utilizzerà un più tradizionale propulsore a benzina che assicurerà una potenza di circa 500 cavalli. Tale soluzione avrà il duplice vantaggio di mantenere buona la competitività e di regalare alla vettura il rombo tipico di una sportiva da competizione a motore termico, ma peserà parecchio sull’impatto ambientale complessivo che il modello avrà durante la gara.

La Rapide brucerà infatti benzina per la maggior parte del tempo sul giro, andando così ben oltre l’efficienza ambientale di una più pulita auto elettrica o ibrida tradizionale. Ciò nonostante l’esperimento va valutato positivamente, anche perché, con questa decisione, Aston Martin conferma che ormai pure i costruttori di modelli sportivi stanno prendendo seriamente in considerazione il bisogno di realizzare modelli innovativi e meno inquinanti rispetto al passato.

8 marzo 2013
I vostri commenti
Franco Pace, sabato 9 marzo 2013 alle7:57 ha scritto: rispondi »

Sono un Ingegnere chimico ; vorrei dire qualcosa a proposito di questa Aston Martin ad idrogeno ; intanto da come ho capito utilizza il motore a combustione interna sia per l'idrogeno che per la benzina, il che è un vantaggio rispetto alle fuel cells che non possono utilizzare la benzina come secondo carburante; inoltre utilizza l'idrogeno gassoso stoccato a temperatura ambiente e non l'idrogeno liquido come fece la BMW Hydrogen 7 che si rivelò un fallimento ; per quanto riguarda il passaggio nella macchina dalla benzina all'idrogeno e viceversa bastano degli accorgimenti elettronici che varino le condizioni di funzionamento del motore tramite la centralina elettronica della macchina stessa ; io personalmente vedo la soluzione " idrogeno con motore a combustione interna " superiore a qualsiasi altra soluzione ( fuel cell o semplicemente elettrica ) ; per quanto riguarda eventuali composti che si possono formare a causa dell'alta temperaratura di combustione dell'idrogeno - che ricordo da solo acqua come prodotto di combustione - essi possono essere decomposti con l'ausilio della normale marmitta catalitica . Distinti saluti .

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