Tra il 2011 e il 2012 le immatricolazioni di auto a gas in Italia sono quasi triplicate passando dal 5,5% al 13%. Oggi nel nostro Paese circolano circa 2 milioni e 700 mila auto a metano e a Gpl, pari al 7% dell’intero parco auto italiano. A rivelarlo è una recente analisi condotta dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. La ricerca, dal titolo “Green economy e veicoli stradali, una via italiana”, ha visto la collaborazione di Assogasliquidi Federchimica e del Consorzio Ecogas. Lo studio si è concentrato sulle ricadute occupazionali e i benefici ambientali delle auto a gas.

L’Italia, grazie alla Fiat, è leader in Europa nella tecnologia ed è tra gli stati membri con il parco auto a gas più numeroso. Esattamente nel nostro Paese circola il 76,8% delle auto a metano totali presenti nell’Unione Europea. Le auto a Gpl sono invece il 26% del parco complessivo europeo.

La filiera delle auto a gas ha ricadute occupazionali importanti in Italia. Negli ultimi anni il settore ha portato allo sviluppo di una rete di 6 mila officine e oltre 4 mila distributori di Gpl e metano. Senza contare i posti di lavoro creati dalla conversione del parco auto esistente in veicoli a Gpl e a metano che sta alimentando un tessuto industriale altrettanto florido.

Come ha sottolineato il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi, le auto a gas, oltre ad avere importanti ricadute economiche, rappresentano una tecnologia di transizione dalle auto più inquinanti a quelle a zero emissioni. Una sorta di ponte che può aiutare l’Italia a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, fissati dall’UE per il 2020.

Secondo le stime puntare sulle auto a gas, piuttosto che su quelle a diesel e a benzina, da qui al 2030 potrebbe evitare l’immissione in atmosfera di oltre 3,5 milioni di tonnellate di CO2. A dimiuire, di ben 67 tonnellate, sarebbero anche le polveri sottili, responsabili di migliaia di morti ogni anno, e l’ossido di azoto, che si ridurrebbe di 21 mila tonnellate.

Nel 2030 il valore aggiunto creato dall’industria delle auto a metano potrebbe raggiungere gli 1,3 miliardi di euro, mentre i nuovi posti di lavoro creati direttamente e indirettamente dalla filiera sarebbero ben 22.700. Se le attività che ora risultano delocalizzate tornassero in Italia si recupererebbero in totale 66 mila nuovi posti di lavoro.

17 dicembre 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
I vostri commenti
Franco Pace, giovedì 18 dicembre 2014 alle21:20 ha scritto: rispondi »

Vi immagginate se andassimo al distributore e facessimo un pieno di metano liquido ? Secondo i miei calcoli sarebbe possibile , per una questione di pressioni e temperature all'interno del serbatoio dell'auto a metano; lo stesso sarebbe invece impossibile per l'idrogeno liquido, come peraltro già ampiamente sperimentato dai tedeschi mediante la BMW Hydrogen 7 ; il mio calcolo parte dal presupposto di non usare valvole di sicurezza nel serbatoio del combustibile liquido il che significherebbe raggiungere in casi estremi una pressione di circa 600 bar nel caso del metano liquido , cosa possibile con gli attuali materiali a disposizione, mentre una pressione di circa 600 X 8 = 4.800 bar che è impossibile attualmente ( 8 è il rapporto tra i pesi molecolari rispettivamente del metano e dell'idrogeno ). Distinti saluti Ingegnere chimico Franco Pace .

Lascia un commento