Mentre l’emisfero boreale si appresta ad entrare nell’inverno, con un progressivo calo delle temperature nonostante l’autunno tiepido, in quello australe scoppia l’estate. E in Australia si registrano delle temperature record, tali da cambiare le abitudini di molti animali selvatici, primi fra tutti i koala. I placidi animaletti, poco inclini a lasciare gli alberi durante la giornata, si spingono sempre di più nell’esplorazione per cercare dell’acqua. Un fatto che li espone a numerosi pericoli, come l’aggressione da parte di cani o altri animali. Nel frattempo, un assetato esemplare è divenuto virale, nel suo tentativo di abbeverarsi da un piccolo canale di scolo causato dall’acqua piovana.

È raro trovare i koala a livello del suolo: il loro prolungato e lento sonno sugli alberi, infatti, è una forma di protezione. Eppure la scorsa domenica un esemplare, stanco di oltre quattro giorni con la colonnina oltre i 40 gradi, è sceso a livello del manto stradale per abbeverarsi. Trovato il canale di scarico della pioggia, e la relativa pozzanghera, ha quindi bevuto per quasi 20 minuti ininterrotti. Il video della singolare impresa è stato realizzato da Paul Jansen, per poi essere condiviso sulla piattaforma social di Facebook.

I disagi dovuti all’elevata temperatura rischiano di avere conseguenze importanti sugli animali. Rae Campbell, dell’Adelaide Koala and Wildlife Hospital, ha infatti spiegato in un intervento televisivo come siano già stati diversi gli interventi speciali per la salvaguardia dei più svariati esemplari. E quindi la richiesta d’aiuto da parte dei cittadini, con il consiglio di lasciare fuori casa una ciotola ricolma di acqua fresca:

Incoraggiamo le persone a lasciare un piccolo contenitore sotto gli alberi, affinché i koala possano bere senza allontanarsi troppo.

Come già accennato, la discesa dall’albero e l’allontanamento dello stesso espongono i koala ai più svariati pericoli, dall’attacco dei cani e altri predatori, fino all’incontro poco desiderabile con il traffico stradale. Per questo motivo, una ciotola di acqua alla base dei loro rami potrebbe risultare davvero salvifica.

23 dicembre 2015
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UPI
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