Tasse in arrivo per i grandi centri inquinanti australiani. I maggiori 500 produttori di CO2 del paese troveranno una vera e propria “stangata” all’interno della prossima manovra finanziaria. Sarà prevista una tassa sulle emissioni che ammonterà a 23 dollari australiani per tonnellata di CO2 prodotta, circa 17 euro. I fondi raccolti andranno a finanziare lo sviluppo e la crescita delle energie rinnovabili e pulite.

Una decisione importante quella presa dal governo di Julia Gillard, insieme con la decisione di creare una vera e propria Agenzia per lo sviluppo delle fonti rinnovabili: la struttura disporrà di un largo budget, sui 10 miliardi di dollari australiani. Di particolare rilievo se si considera che la stessa Australia è tra i maggiori produttori mondiali di Co2 per singolo abitante.

L’attuale bilancio energetico del paese è fortemente improntato al carbone: utilizzando questo fossile viene attualmente prodotta l’80% dell’energia elettrica. Non solo, l’Australia ne è anche uno dei maggiori esportatori a livello mondiale. Proprio sul carbone arriverà un’ulteriore novità a partire dal 2015. Si attiverà un sistema molto articolato di compensazioni, che bilancerà i prezzi in funzione delle quote di scambio delle emissioni di Co2. Un’authority sarà chiamata a stabilire per i primi tre anni prezzi minimi e massimi, al fine di evitare possibili eccessi speculativi.

Questo il commento del premier australiano, Julia Gillard:

Abbiamo bisogno di stabilire un prezzo per la CO2 per rimanere competitivi e guidare gli investimenti nelle energie rinnovabili, in modo da poter contare su un futuro di energia pulita.

11 luglio 2011
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