Australia: impianto fotovoltaico produrrà energia per 45 mila famiglie

L’Australia punta decisa verso una crescita dell’apporto energetico proveniente da fonti rinnovabili. La soluzione è quella dei grandi impianti. Due le zone designate: Moree, dove si sfrutterà il fotovoltaico, e Chinchilla, dove la centrale produrrà energia attraverso il ricorso al termodinamico. Un grande investimento per gli australiani, che racchiude in sé anche forti spinte innovative.

Scendiamo più nel dettaglio. Per quanto riguarda la costruzione della centrale energetica termodinamica di Chinchilla, ci troviamo di fronte al primo impianto al mondo di queste dimensioni che sfrutti il principio di Fresnel. Una tecnica che fino a ora è stata impiegata, in una struttura dimostrativa spagnola, per ottenere massimo 1,4 MW e che nel progetto di Sidney andrà a produrne ben 250. Costo dell’operazione circa 886 milioni di euro, di cui quasi la metà provenienti dalle casse dello stato.

Il principio degli specchi lineari di Fresnel prevede che vengano posizionati degli specchi esattamente orizzontali al suolo e che sopra di essi vengano posti, all’interno di speciali tubature, dei liquidi da riscaldare fino a portare a evaporazione. Il vapore ottenuto verrà impiegato per generare elettricità attraverso dei consueti impianti termoelettrici. A sostegno della centrale in caso di assenza di sufficiente calore solare, nelle ore notturne o in eventuali casi di richiesta eccezionale di energia, l’impianto sarà affiancato da un termoelettrico a gas.

A Moree sorgerà invece un impianto fotovoltaico da 150 MW, in grando di produrre energia sufficiente per 45 mila famiglie, costo previsto 665 milioni di euro a fronte di 650.000 pannelli installati. Il contributo statale in questo caso ammonterà a circa un terzo, mentre lo spazio necessario alla costruzione sarà di 1.100 gli ettari. Inizio dei lavori previsto per il 2012.

24 giugno 2011
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