L’Australia ha dichiarato guerra ai gatti selvatici così da salvare e preservare le specie autoctone: questo è ciò che ha proposto il ministro dell’ambiente Greg Hunt. Secondo la sua decisione, entro il 2020 almeno 2 milioni di esemplari potrebbero perdere la vita, in favore di un ripopolamento delle specie locali. Ma recentemente il ministro ha puntato il dito anche verso i gatti randagi che, in alcune zone specifiche, risulterebbero in esubero. La decisione potrebbe incidere anche sulla vita dei felini di casa e sulla loro sopravvivenza, costringendo le famiglie a relegare nell’abitazione i loro amici di affezione. La procedura è già in atto in alcune parti dell’Australia, ma se la proposta di legge dovesse ottenere l’approvazione il risultato sarebbe devastante.

La voglia di preservare le specie locali risulterebbe più forte e sentita, spingendo l’Australia verso questa soluzione drastica. Il paese possiede tristemente il record negativo del maggior numero di estinzioni al mondo, con 29 mammiferi nativi del luogo ormai persi per sempre. Il Governo è certo che la responsabilità maggiore sia proprio da imputare alla presenza dei gatti selvatici, introdotti circa 200 anni fa in concomitanza con l’arrivo dei colonizzatori europei. Perciò successivamente accolti e allevati, così da crescere di numero sparpagliandosi per il paese. La loro presenza è aumentata a dismisura, oggi si contano circa 20 milioni di gatti selvatici lungo tutto il territorio.

Abbatterli pare sia la scelta e la decisione più gettonata e condivisa, anche se questa proposta si scontra con gli animalisti di tutto il mondo. In particolare contro Brigitte Bardot, attrice e attivista francese fortemente contraria alla soppressione perché crudele e inutile. Infatti senza un programma di prevenzione e sterilizzazione i felini continuerebbero comunque a riprodursi e proliferare. Per il momento la situazione rimane nervosa, in attesa di un responso governativo in merito alla proposta. Una decisione che ricadrebbe sia sugli esemplari selvatici che i randagi, ma anche sui gatti di quartiere e quelli di proprietà. Tutti potenziali vittime se intercettati per strada e, perciò, considerati colpevoli di essere gatti nel territorio sbagliato.

31 luglio 2015
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