Triste realtà quella dei canguri australiani: oltre ad essere uno dei simboli nazionali del paese, rappresentano una vera leccornia culinaria, servita nei migliori ristoranti. Paese che vai, cucina che trovi. Tuttavia, adesso la carne di canguro interessa anche all’Unione Europea, con la quale l’Australia fa grossi affari, tanti da destinarle buona parte dei capi abbattuti.

Questa volta, a scendere in campo contro l’ennesima mattanza di canguri sono i nativi australiani e diverse associazioni animaliste: il governo australiano ha recentemente firmato un nuovo piano che autorizza l’uccisione di canguri per i prossimi cinque anni.

Suona ironico che a sostenere quest’iniziativa sia proprio Tony Burke, ministro della sostenibilità e dell’ambiente. Il pretesto sembra essere quello di creare nuovi posti di lavoro, attraverso un’impresa che impegnerà circa 850 cacciatori. Tuttavia, quasi a rassicurare coloro che non vedono di buon occhio questa iniziativa, afferma che le operazioni di caccia verranno eseguite secondo rigide regole, nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente.

Eppure i dati sembrano contraddire queste premesse: nel corso del 2011, in solo dieci mesi di attività, sono stati abbattuti circa 325,438 canguri. Tentare di soddisfare le richieste del nascente mercato europeo e al contempo, rispettare l’ambiente, sembra un vero paradosso.

Mark Pearson, direttore dell’associazione Animal Liberation,  insieme alle associazioni native e ad un team di legali, sta cercando di fermare l’ennesima strage di canguri attraverso una campagna contraria al provvedimento appena firmato dal governo australiano.

Ma la sua azione non si ferma qui: attualmente in Europa, Paerson sta chiedendo a diversi paesi di fermare le importazioni di carne di canguro dall’Australia, impresa non del tutto facile, se consideriamo che il provvedimento recentemente firmato entrerà in vigore tra poche settimane, a partire dal primo Gennaio 2012 e sarà valido per i prossimi cinque anni.

È possibile dare un proprio contributo alla causa, aderendo alla proposta lanciata da Animal Libetarion: inviare delle lettere di protesta al ministero della difesa e al ministero dell’ambiente: qui troverete la denuncia e le istruzioni per partecipare alla petizione.

Fonte: The Sydney Morning Herald

23 dicembre 2011
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claudia, venerdì 13 gennaio 2012 alle1:22 ha scritto: rispondi »

è terribile.

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