Da qualche tempo la Liguria ha visto aumentare la presenza dei lupi, in numero discretamente maggiore rispetto al passato. Ma questa importante crescita pare non accontentare tutti, anzi contadini e allevatori vorrebbero attuare un programma di abbattimento selettivo. Come sta accadendo oltreconfine in Francia. Per questo l’azienda Almo Nature suggerisce di provedere in modo naturale, proteggendo pascoli e allevamenti con guardiani d’eccellenza. Il brand produttore di cibo per cani suggerisce l’adozione di Pastori Maremmani, sarebbe anche pronta a regalare lei stessa alcuni esemplari. Non solo: vorrebbe fornire gratuitamente, per almeno un anno, il cibo necessario per nutrire questi cani. Una proposta che però non accoglierebbe consensi da parte di tutti gli agricoltori.

Il rientro del lupo nel territorio ligure è una notizia molto importante, l’animale mancava dalla regione da molto tempo ovvero dai primi del ‘900. Mai scomparso completamente dalla penisola italiana, questo animale ha subito nel tempo l’ingerenza dell’uomo nel suo spazio vitale. La costituzione di strutture agricole, coltivazioni e la cementificazione ne hanno ridotto l’habitat, quindi compromesso il numero delle prede a disposizione. Gli animali individuati in Liguria pare discendano dai pochi esemplari di lupo appenninico scampati allo sterminio dei decenni scorsi.

Durante l’800 il lupo ha subito una vera e propria offensiva, i pochi animali sfuggiti alla morte si erano rifugiati sull’Appennino centro-meridionale. A tutela della sua esistenza nel 1971 era stato emanato un decreto ministeriale, che ne vietava apertamente l’uccisione lungo tutto il territorio. Grazie anche alla protezione e all’ospitalità da parte del Parco Nazionale d’Abruzzo e di altri parchi dell’Appennino centrale, il lupo è riuscito a trovare pace, quindi uno spazio dove ripopolare la sua specie. Con l’abbandono dei centri montani molte zone si sono ripopolate con il ritorno di animali utili all’alimentazione del lupo, quali ungulati, cervi, caprioli e cinghiali.

Il lupo è un animale non pericoloso per l’uomo, ma per lui una preda da allevamento o selvatica possiedono lo stesso fascino. E questo ha inciso sugli allevamenti liguri, perciò è stata fatta una proposta preventiva basata sull’utilizzo di recinzioni elettrificate, trappole, prodotti repulsivi compatibili con l’ambiente, cani da guardia e ricoveri temporanei per il bestiame da pascolo. Almo Nature ha invece proposto l’utilizzo dei Maremmani come cani da guardia, pratica già utilizzata con successo in Toscana e Piemonte. Pier Giovanni Capellino, fondatore e presidente di Almo Nature, ha così risposto a un’intervista di Adnkronos:

E noi ricambiamo il lupo attraverso progetti concreti. Abbiamo finanziato il centro Just Freedom, già attivo, per il recupero e poi la messa in libertà di lupi feriti e stiamo sviluppando il progetto centrato sui cani maremmani. Quest’anno partiamo in Liguria ma stiamo pensando anche ad altri territori. I predatori autoctoni non solo il lupo ma anche l’orso, possono costituire un reale valore aggiunto per i prodotti agricoli che provengono dai loro territori. Una produzione che convive con questi selvatici, al vertice della catena alimentare, è una produzione bene inserita nella natura e rispettosa della biodiversità. Un marchio di tutela può garantire questi valori, apprezzati dai consumatori. Ho illustrato questo progetto, in una lettera, al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi e sto anche pensando a come realizzarlo.

13 luglio 2015
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I vostri commenti
Antonio , giovedì 17 marzo 2016 alle22:43 ha scritto: rispondi »

Basta !!! quanta ipocrisia . Le pecore possono essere protette in tante maniere . Si va al bar a lamentarsi di ogni cosa ma non avete mai una soluzione intelligente .Siete i soliti Italiani che non amano realmente il nostro paese,che cercano di dare il buon esempio per il futuro dei nostri figli . Cerchiamo di non distruggere tutto quello che non conosciamo o che ci fa paura . Noi siamo esseri " umani intelligenti " dimostriamolo . Io ci sto provando , amo il mio paese e il pianeta e vorrei che i figli dei miei figli possano viverlo realmente e non virtualmente .

Fabrizio, lunedì 1 febbraio 2016 alle17:08 ha scritto: rispondi »

Senza polemica alcuna ti chiedo....hai adottato contromisure reali contro i lupi? perche' da quello che dici non sembra... recinti elettrificati,,,cani maremmani... ci sono altre cose. La soluzione non e' ammazzare il lupo. La soluzione anche se ti costa un po' di fatica e spesa in piu' e' prendere atto della situazione ed adeguarsi. Non mi reputo animalista, ma credo di aver ragione nel pensare che i boschi siano la casa degli animali i quali mangiano. Il lupo qua in liguria e' cosa tutto sommato nuova e bisogna prenderne le contro misure. In abruzzo convivono e bene coi lupi da anni e anni.

Fede, lunedì 28 settembre 2015 alle20:57 ha scritto: rispondi »

Caro Michael, è il caso che esci dalla tua calda casetta di città perchè c'è il mondo fuori, un mondo che non puoi analizzare e giudicare da un PC intriso di mugugni. Io ho perso mezzo gregge per i lupi e non ho chiesto risarcimenti, aspettiamo che scendano in città come i cinghiali, magari mangiandosi qualche cane e gatto di famiglia così vi svegliate.

Michael, lunedì 13 luglio 2015 alle20:11 ha scritto: rispondi »

...siamo alle solite , a sentire gli allevatori 1 lupo fa fuori in una notte 6 -7 pecore, quando si sa che con 1 pecora da sola il lupo ci campa qualche giorno: laddove qualche amministrazione pubblica regionale o locale , compensa finanziariamente il danno subito si inalza proporzionalmente il numero di pecore o altro uccisi da 1 lupo, chissà come mai..........Mi chiedo : per esempio abbiamo un eccesso di ungulati vari , cervi, caprioli, cinghiali che fanno parte del menù abituale del lupo, ma no, il lupo mangia solo le pecore del "povero" allevatore (possibilmente anche cacciatore, non per necessità, ma, soprattutto per esibizionismo ed altri turbamenti) ed allora subito ammazzare la "feroce" belva così si elimina il lupo che mangia cervi ecc, cervi che di solito, anche loro, vengono cacciati "selettivamente" (quanti ne spariscono di notte per sbaglio!) Alla fine chi ci guadagna e fa saltare il banco, a spese di tutti, è l'allevatore coi suoi amici cacciatori e cacciapalle...!!... Arriverà il giorno in cui gli animali imbracceranno i fucili........... già è una bella notizia che quasi il 70% degli italiani è contrario alla caccia attuale , va bene quella selettiva che potrebbe essere ridotta, favorendo lo sviluppo dei predatori naturali.

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