Dopo l’aumento del costo dell’energia elettrica, scattato il primo gennaio, il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (GIFI, la sezione di Confindustria che riunisce le aziende attive in questo settore) torna sull’argomento per precisare che, dati alla mano, a causare gli aumenti non è stato lo sviluppo dell’energia fotovoltaica ma il solito petrolio.

Basandosi sui dati del GSE, infatti, il GIFI spiega come il 68% dell’aumento derivi dal petrolio mentre solo il 29% possa essere addebitato alla crescita impetuosa del fotovoltaico, i cui numeri si sono quintuplicati nel solo 2011.

Per la precisione gli italiani spenderanno quest’anno 22 euro in più per la bolletta elettrica, solo 6 dei quali dipendono dal fotovoltaico. Mentre ben 15 sono causati dalla crescita delle quotazioni dei combustibili (petrolio, carbone e gas naturale) utilizzati nelle centrali termoelettriche. Dati che si possono leggere nella tabella diffusa dal GIFI:
tabella costo fotovoltaico gifi

Come spiega il presidente del GIFI, Valerio Natalizia:

Le previsioni di aumento di spesa non sono mai notizie piacevoli. Recenti indagini e sondaggi condotti da istituti indipendenti hanno però dimostrato che le famiglie italiane sono positivamente disposte a dare il loro contributo, circa 2.7 euro al mese, per sostenere un industria che fino ad oggi ha creato oltre 100.000 posti di lavoro diretti e indotti occupati per lo più da giovani, fatto affluire circa 4 miliardi di euro di tasse nelle casse dello Stato nonché posizionato l’Italia come il primo mercato al mondo nel 2011.

Tutto questo senza dimenticare le enormi ricadute ambientali in termini di riduzione di emissioni nocive grazie all’utilizzo di una fonte di energia pulita come il solare fotovoltaico

Questi, dunque, i numeri veri del fotovoltaico in Italia, tra costi e benefici, alla luce dei quali il GIFI ritiene le polemiche sugli incentivi al fotovoltaico assolutamente ingiustificate e strumentali.

5 gennaio 2012
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