Attivisti Greenpeace: l’Olanda ne chiede il rilascio

Dissequestro della nave di Greenpeace Arctic Sunrise e rilascio dei 30 attivisti, tra i quali l’italiano Cristian D’Alessandro, tuttora detenuti in Russia. A richiederlo è stata l’Olanda, stato di bandiera dell’imbarcazione che le autorità russe hanno fermato lo scorso settembre, durante l’udienza che si è svolta dinanzi al Tribunale marittimo Internazionale di Amburgo.

A dare notizia delle richieste olandesi è stata Greenpeace Italia, ricordando che la decisione della corte è prevista per il prossimo 22 novembre. Il governo dei Paesi Bassi ritiene che il sequestro della nave e l’arresto degli ambientalisti siano state delle azioni illegali, dal momento che la Arctic Sunrise si trovava in acque internazionali. Ha dichiarato Joris Thijssen, direttore della campagna mediatica di Greenpeace:

Sembra che il governo olandese abbia valide argomentazioni quando si parla dell’abbordaggio illegale dell’Artic Sunrise e dell’arresto illegale dell’equipaggio, perché Greenpeace non ha mai avuto nulla a che fare con la pirateria. Non siamo violenti, non lo facciamo per profitto. Lo facciamo per la tutela dell’ambiente e per proteggere il polo Nord.

La prima accusa mossa agli attivisti di Greenpeace è stata di terrorismo, tramutata successivamente in pirateria e più recentemente derubricata a vandalismo. La madre di Cristian D’Alessandro ha lanciato una petizione per chiedere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di adoperarsi in tutti i modi possibili per il rilascio del figlio.

7 novembre 2013
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