Respinto il ricorso dell’attivista italiano Cristian D’Alessandro. Il trentunenne volontario di Greenpeace resterà in custodia presso le prigioni russe insieme con gli altri 27 membri dell’equipaggio della Arctic Sunrise e dei due giornalisti freelance al loro seguito.

L’equipaggio della Arctic Sunrise è da quasi un mese (dal 24 settembre) prigioniero delle autorità russe con l’accusa di pirateria, alla quale la Procura ha di recente affiancato l’ipotesi di possesso illegale di droghe per “fini ancora da stabilire”, subito respinta dagli attivisti di Greenpeace.

L’esito del ricorso presentato dagli avvocati dell’attivista italiano non ha sorpreso né il diretto interessato né tantomeno i suoi familiari, che solo pochi giorni fa sono riusciti a contattare Cristian via telefono. Un giovane provato dalla difficile situazione e dal clima già rigido della regione Siberiana (-7°C la minima oggi, con il 93% di umidità).

Stando a quanto riferito dalla stessa Greenpeace, gli attivisti e i giornalisti freelance sono detenuti nei pressi di Murmansk con locali insufficienti per quanto riguarda lo spazio, ma soprattutto il riscaldamento e l’acqua potabile.

Non sono al momento valse le quasi 1 milione e 400 mila firme per la richiesta di scarcerazione, mentre comincia a muoversi anche la diplomazia internazionale. Degli ultimi giorni l’annuncio dell’interessamento alla vicenda del presidente brasiliano Dilma Rouseff.

I prigionieri rischiano una pena minima che va dai 10 ai 15 anni nel caso vengano accusati solo del reato di pirateria. Ben più aspra la pena nel caso venissero formalizzate le accuse di possesso di droga e di aver speronato con i loro gommoni le navi della guardia di frontiera mettendone a rischio l’equipaggio.

16 ottobre 2013
I vostri commenti
greenpeace, giovedì 24 ottobre 2013 alle11:12 ha scritto: rispondi »

Boicottiamo tutti i prodotti russi, in tutto il mondo,fino alla liberazione.Continuiamo il boicottaggio ad oltranza.

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