Rilascio su cauzione per gli attivisti e i giornalisti imprigionati in Russia. Questo l’obiettivo del direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo, che ha nelle ultime ore inviato una lettera al presidente russo Vladimir Putin offrendosi egli stesso come garante.

La lettera per la liberazione degli attivisti di Greenpeace è stata recapitata all’ambasciata russa presso l’Aja. Nel testo Naidoo offre di trasferirsi in Russia per vigilare sul corretto comportamento dei suoi una volta che venisse loro concessa la libertà su cauzione. Una mossa che segue a stretto giro l’apertura al dialogo mostrata da Putin durante la conferenza dell’International Arctic Forum a Salekhard:

Sarebbe stato molto meglio se i rappresentanti di questa organizzazione fossero stati presenti in questa sala e avessero espresso la loro opinione sulle questioni su cui stiamo discutendo, avessero posto le loro proteste e richieste, e avessero manifestato le loro preoccupazioni, che nessuno avrebbe ignorato.

Ecco una parte del testo contenuto nella lettera inviata da Kumi Naidoo a Putin, con le condizioni previste dalla proposta di accordo avanzata da Greenpeace:

Sono disponibile a trasferirmi in Russia per tutta la durata di questa vicenda. Vorrei offrire me stesso come garante della buona condotta degli attivisti di Greenpeace se verranno rilasciati sotto cauzione. Loro, noi, Greenpeace, non pensiamo di essere al di fuori della legge. Siamo disposti ad affrontare le conseguenze delle nostre azioni, fintanto che queste conseguenze siano inserite nel codice penale di una nazione, come è comprensibile.

È chiaro dalle sue dichiarazioni che Lei non ritiene che gli attivisti siano dei pirati, nonostante questa sia l’accusa che è stata avanzata. Lei, come milioni di persone in tutto il mondo, sa che ad essere accusate di pirateria sono delle persone che non hanno commesso questo crimine, e che i nostri attivisti sono stati accusati di un reato immaginario. Lei stesso in passato ha affermato di provare ammirazione per le associazioni come Greenpeace, e che la nostra protesta suscitava in lei comprensione. Se i nostri compagni verranno rilasciati sotto cauzione, offro me stesso a garanzia della promessa che i 28 attivisti di Greenpeace International risponderanno della loro protesta pacifica secondo il codice penale della Russia.

9 ottobre 2013
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