Non vi è immagine più bucolica di un gruppo di mucche al pascolo, immerse nel verde dell’alta montagna. A questi esemplari d’allevamento sono sempre associati significati gioiosi e positivi: le mucche sono simpatiche, estremamente curiose nonché affettuose, nonostante la stazza. Eppure, dal Regno Unito arriva un singolare report: negli ultimi 15 anni, i bovini avrebbero ucciso più persone rispetto ai cani. Un rapporto che, tuttavia, non deve alimentare ingiustificata paura: si tratta spesso di eventi rari, connessi a incidenti.

Secondo quanto reso noto dall’Health and Safety Executive dell’Agriculture Industry Advisory Committee, le mucche si sarebbero rese responsabili del decesso di 74 uomini negli ultimi 15 anni. Un dato rilevante, se si pensa come le morti per attacco di cani siano 17 in un arco di 8 anni. Di questi decessi, 56 hanno coinvolto allevatori o altro personale legato all’allevamento, mentre 18 vittime pare siano cittadini comuni. Come sottolineato dall’HSE, di questo ultimo gruppo si rivelerebbero attacchi su strade e sentieri comuni, con vittime sia in coppia, che accompagnati da un cane.

La raccolta statistica, come già accennato, non vuole demonizzare il ruolo di mucche e tori, rendendo i bovini una specie di cui avere eccessiva paura. Tuttavia, come nel caso di qualsiasi animale di grande stazza, è sempre il caso di procedere con il massimo della cautela. Per questo, l’HSE ha diramato alcune raccomandazioni per gli allevatori, affinché gli incidenti possano diminuire in futuro. Innanzitutto, si suggerisce di mantenere gli animali lontani da sentieri e strade normalmente frequentate, soprattutto qualora non vi fossero opportune recinzioni. Inoltre, è richiesta una maggiore attenzione a livello di fattoria, anche con delle strategie di separazione tra tori, mucche e vitelli qualora le condizioni lo rendessero necessario.

Per il pubblico, invece, si consiglia di non avvicinarsi con superficialità ai bovini durante una passeggiata in campagna, soprattutto in assenza dell’allevatore. Un comportamento scorretto, o la presenza di un cane, potrebbero spaventare gli animali scatenando reazioni non sempre prevedibili.

10 novembre 2015
Fonte:
HSE
Via:
UPI
Immagini:
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