“Attenti a quei libri”, Greenpeace lancia l’allarme dal Salone Internazionale del Libro di Torino

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La cultura, e di riflesso il libro, è progresso, è benessere, è vita. Niente di più corretto, ma al tempo stesso non va sottovalutato l’impatto ambientale che la produzione dei nostri amati libri può avere su alcuni ecosistemi tra i più importanti e preziosi al mondo.

A ricordarcelo è Greenpeace che, direttamente dagli stand del Salone Internazionale del Libro di Torino, ha lanciato la classifica “Salvaforeste“, realizzata per fotografare la situazione editoriale italiana e il suo impatto su una ricchezza naturale quale la foresta di Sumatra, habitat degli ultimi oranghi indonesiani.

Greenpeace ricorda infatti come l’Italia è il più importante acquirente europeo di carta indonesiana, nonché il maggior cliente di Asia Pulp and Paper (APP), il protagonista della deforestazione in quei luoghi.

Così l’idea di proporre agli editori il questionario “Salvaforeste“, a cui la maggior parte degli editori ha risposto in maniera trasparente pur dichiarando di non poter fornire informazioni dettagliate sulla carta in uso per le proprie pubblicazioni.

Tra questi gruppi, che hanno dimostrato di non avere una chiara politica eco-sostenibile, vi sono grandi editori italiani come Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol. Mentre un 18% degli interpellati ha risposto di usare solamente carta sostenibile, come hanno dichiarato Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi.

Molto meno trasparente, invece, il 20% degli editori che ha partecipato al sondaggio, i quali non hanno fornito nessuna informazione utile per valutare la sostenibilità della carta utilizzata, dimostrando così nessun interesse nell’escludere dalle proprie attività la presenza di carta proveniente dalla deforestazione di Sumatra. Da notare che tra questi vi è anche Feltrinelli, che da solo controlla quasi il 4% del mercato.

Ci sono quindi ancora tanti passi da compiere e sarà necessario che gli editori acquistino una certa sensibilità, perché se è vero che i libri sono il motore della cultura è anche vero che una cultura sostenibile è un diritto di tutti.

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  • http://www.edizionialtravista.com Edizioni Altravista

    Il problema principale per noi editori è la mancanza di un mercato reale della carta ecologica. Il costo di stampa per un’edizione ecosostenibile sale di circa il 20-30% e nel nostro mercato questo significa dover apportare un ricarico di circa il 50% sul prezzo di copertina. Un vero suicidio per noi editori indipendenti. Questa situazione non potrà cambiare sino a quando non si decideranno ad utilizzare solo carta ecologica – o meglio ecosostenibile (il discorso a riguarda è piuttosto complesso) – i grandi gruppi dell’editoria italiana. Solo così il rapporto tra domanda ed offerta potrà livellare le differenze di costi tra la carta ecologica e quella tradizionale. Edizioni Altravista nel suo piccolo si è già impegnata a pubblicare i suoi libri su carte a basso impatto ambientale (elemental chlorine free – heavy metal absence – ph neutral) e ad utilizzare carte ecologiche per tutte le prossime uscite della collana Eco. Per ragioni di mercato non possiamo ancora “convertire” tutto il catalogo in ecologica ma gli sforzi a riguardo sono diversi. Anche il discorso ebook vuole essere inaugurato in quest’ottica. L’appello a riguardo è quello di sensibilizzare in primo luogo il lettore al fine di fare scelte che possibilmente possano privilegiare tali pubblicazioni. E’ risaputo che il mercato risponde di conseguenza alle richieste del consumatore. In buona sostanza i grandi editori faranno libri ecologici solo quando i lettori li richiederanno realmente a gran voce. Un saluto. Altravista

  • HalphaZ

    Ora l’idea sarebbe quella di andare tante e-mail a Feltrinelli e di prometterle di non comprare suoi libri: come se il rispetto per l’ambiente non fosse anche una forma di rispetto per i propri acquirenti che alla fine abitano sullo stesso pianeta.