L’astragalo, conosciuto anche con il nome di huáng qí, è una pianta di origine orientale da secoli utilizzata nella medicina cinese per le sue proprietà tonificanti, nonché stimolanti del sistema immunitario. A quali rimedi naturali risponde e quali sono le informazioni da conoscere prima dell’uso?

L’Astragalus membranaceus, questo il nome scientifico, è una pianta perenne di altezza variabile: dai 25-40 ai 150 centimetri, raggiunto il pieno accrescimento. Ricco di foglie di circa 5 centimetri ciascuna, per gli scopi di cura si sfruttano le radici, dal tipico colore bruno. Originario della Cina, dove cresce spontaneamente, è molto diffuso anche in Corea, Mongolia e Siberia, mentre nelle altre aree del mondo viene coltivato in serra o in vivai. Proprio la sua grande disponibilità in Oriente ne spiega il ricorso nei secoli per la medicina tradizionale, per degli effetti sia confermati dalla saggezza popolare che dalla recente scienza medica.

Proprietà

Astragalo, radici

Astragalus membranaceus or Huang qi via Shutterstock

Così come già ricordato, nell’universo della cura naturale dell’astragalo si utilizzano le radici. Queste risultano ricche di molti principi attivi, tra qui le saponine astragalosidi, gli isoflavoni come la calicosina e la formonoletina, ammine biogene, polisaccaridi e flavonoidi. Queste caratteristiche ne conferiscono un potere antinfiammatorio e immunostimolante, molto indicato per le affezioni delle vie respiratorie stagionali, quindi in inverno per il trattamento di influenze e raffreddori. Inoltre pare che la pianta presenti delle specifiche peculiarità antiretrovirali nonché antineoplastiche, specificate nel rafforzamento dell’azione dei linfociti T, al momento tutt’ora al vaglio della scienza medica.

Così come ogni rimedio naturale, l’assunzione di astragolo non dovrebbe mai avvenire con superficialità. Prima di spiegarne gli usi, perciò, si raccomanda di chiedere un parere al proprio medico curante anziché lanciarsi nell’automedicazione, così da vagliarne effetti indesiderati e possibili interazioni con altri trattamenti farmacologici in corso.

Usi comuni

Come già ricordato, l’astragalo è da sempre un’ingrediente fondamentale della medicina tradizionale cinese, proprio perché i suoi effetti contro le infezioni delle vie respiratorie sono conosciuti sin dai tempi antichi. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta cercando di comprendere come ricorrere alle radici per la definizione di nuove terapie e rinnovate categorie di farmaci, sia nel trattamento degli stadi influenzali che di patologie più temibili come neoplasie e HIV. Di seguito, gli impieghi più comuni:

  • Raffreddore e influenza: stimolando naturalmente la risposta dei linfociti T e degli indispensabili linfociti NK, quelli definiti “natural killer”, il rimedio si rivela efficace in tutte le più comuni infezioni virali. Può garantire un immediato sollievo a un naso colante per il raffreddore, ma anche aiutare la remissione da una brutta influenza: supporta infatti il sistema immunitario, rendendolo meno vulnerabile agli attacchi esterni;
  • Neoplasie e immunosoppressione: sebbene questa tipologia di ricorso non sia ancora stata standardizzata, si ipotizza che il ruolo sul sistema immunitario possa essere di supporto al trattamento delle neoplasie, poiché aiuterebbe a ridurre gli effetti collaterali di terapie chemioterapiche e affini. Allo stesso modo, si sta vagliando la possibilità che l’astragalo possa essere d’aiuto nei pazienti immunosoppressi – ad esempio nei sieropositivi – grazie all’azione combinata antiretrovirale e stimolante sul sistema immunitario. Come già accennato, non esistono al momento precise indicazioni mediche, quindi l’astragalo non può e non deve essere considerato un sostituto alle attuali terapie riconosciute;
  • Fegato: il rimedio presenterebbe anche una blanda azione epatoprotettrice, utile per riportare le funzionalità del fegato nella norma a seguito di una patologia o all’assunzione massiccia di farmaci;
  • Tonico: tradizionalmente all’astragalo è associato un potere rigenerante e tonificante, tale da ridurre lo stress, migliorare il sonno e combattere la stanchezza cronica.

L’assunzione avviene solitamente sotto forma di capsule o comprese, spesso in formulazione d’integratore con l’associazione ad altre piante come il ginseng e la liquirizia.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Astragalo, gruppo

Oriental traditional herbs, close-up texture -Beiqi (Astragalus membranaceus) via Shutterstock

Sebbene si tratti di un ingrediente da sempre utilizzato in Oriente, non esistono ancora studi estensivi che ne certifichino la sicurezza, così come l’interazione con gli altri farmaci. Per questo motivo la somministrazione, pur essendo ormai riconosciute parte delle sue qualità terapeutiche, non può prescindere dal parere del medico o di uno specialista. In linea assolutamente generica, le manifestazioni più comuni – e certamente non esaustive – comprendono un lieve abbassamento della pressione, stanchezza e vertigini. Non è consigliato durante gravidanza e allattamento e, non ultimo, sarebbe da evitare per principio cautelativo in associazione ad altri farmaci immunostimolanti o antivirali.

8 giugno 2014
I vostri commenti
Katia , domenica 13 novembre 2016 alle17:36 ha scritto: rispondi »

Vorrei iniziare ad assumere compresse di astagalo , sono già in terapia con gocce di uncaria e anlus incanalare. . Posso associare il tutto ??

Sonia, mercoledì 23 marzo 2016 alle10:40 ha scritto: rispondi »

Ho cominciato a prendere l'astragalo in polvere da due settimane, un cucchiaino al giorno, ed ho notato un immediato abbassamento di pressione accompagnato da giramenti di testa in forma lieve. Non sapevo a cosa fossero dovuti fino a quando non ho letto il vostro articolo.

domenico, domenica 13 marzo 2016 alle10:53 ha scritto: rispondi »

da molto tempo faccio uso dell astragalo e in gocce e ne sono soddisfatto vorrei sapere se puo andar bene anche per abbassare la glicemia

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