Si ricorderà di certo la storia di Barbara Balanzoni, l’ufficiale accusata di disobbedienza aggravata continuata per aver prestato soccorso a un gatta partoriente durante una missione in Kosovo. La militare è stata assolta dall’accusa di disobbedienza, ma dovrà comunque presentarsi al Tribunale Militare di Roma per rispondere di diffamazione aggravata e ingiuria continuata e aggravata.

La vicenda è accaduta nel 2012, quando l’ufficiale si trovava in qualità di medico della riserva di un accampamento italiano in Kosovo. Identificata una gattina in difficoltà sul tetto del campo, la donna avrebbe deciso di aiutarla a concludere il parto, facendosi poi somministrare una dose di antirabbica per piccoli graffi subiti. Con la sua decisione la donna avrebbe violato l’ordine scritto di non entrare in contatto con animali randagi proprio per evitare il rischio di contaminazione, tuttavia la prima tranche del processo ha confermato la sua innocenza.

Disobbedienza non vi è stata, stando a quanto riporta la cronaca odierna, forse anche perché il medico ha sempre dichiarato di aver agito per il bene del campo stesso: qualora il felino fosse morto, si sarebbero dovute mettere in pratica lunghe procedure di disinfestazione che avrebbero bloccato i lavori di tutti i membri dell’accampamento militare. Così aveva spiegato lo scorso dicembre, quando la vicenda è apparsa su tutti i media dello Stivale:

Lontano dal disobbedire agli ordini, stavo seguendo i regolamenti militari che dicono come, in assenza di un veterinario, l’ufficiale medico debba intervenire. […] Se la gatta fosse morta, si sarebbe dovuta disinfettare l’intera area. Inoltre, i gattini sopravvissuti non si sarebbero potuti alimentare. Quindi sarebbero morti e avrebbero creato un problema anche più grande di salute pubblica.

Non sono però cadute le accuse di diffamazione aggravata e ingiuria aggravata, su cui il Tribunale si pronuncerà a breve:

Sono felice e allo stesso tempo amareggiata, dato che restano in piedi le altre due accuse.

Così ha spiegato la donna, oggi medico anestesista in servizio agli ospedali di Pontremoli e Fivizzano, supportata dal popolo variegato dei social network e da diverse associazioni animaliste. Riconoscendone il gesto di gran cuore per un animale in difficoltà, l’ENPA ha consegnato a Roberta Pinotti, Sottosegretario per la Difesa, le numerose firme in suo favore raccolte nelle ultime settimane.

10 febbraio 2014
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I vostri commenti
margaret, martedì 18 marzo 2014 alle20:31 ha scritto: rispondi »

Bè, fa pur sempre parte di un esercito. Avrebbe dovuto tenere la lingua a freno e sperare di più nella giustizia umana. Quel che è fatto è fatto, le auguro che il giudice sia un tipo equilibrato e pretenda le pubbliche scuse e basta

salvatorecito, martedì 11 febbraio 2014 alle11:30 ha scritto: rispondi »

Brava,la soldato-medico ha salvato la vita ad una gatta e ha dato la vita ad altri gattini....insomma,meglio di cosi? Cosa avrebbe dovuto fare...lasciare la povera bestiola morire? Buon 8 marzo 2014....SALVATORE CITO

Carla, martedì 11 febbraio 2014 alle11:25 ha scritto: rispondi »

Quando un Ufficiale agisce a fin di bene, non si sa perchè, viene sempre punito o indagato. Insomma va sempre incontro a rogne ! Perchè non si perseguono , invece, quelli che si comportano in modo amorale ? La dottoressa Balanzoni avrebbe dovuto ricevere un'onorificenza ed invece è stata messa sotto accusa. L'episodio NON fa onore all'esercito italiano

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