Aspartame come dolcificante: proprietà e controindicazioni

L’aspartame è un dolcificante artificiale molto popolare e ampiamente utilizzato nell’industria alimentare dei prodotti a basso contenuto di zuccheri. Negli ultimi anni è stato oggetto di diverse critiche, non ultima quella che vede in questo composto un qualche tipo di sostanza cancerogena.

La scoperta dell’aspartame è avvenuta nel 1965, in maniera casuale, da parte di James Schlatter, chimico della G.D. Searle and Company. La sua sigla di riconoscimento è la E951, attraverso la quale può essere rintracciato tra gli ingredienti anche in assenza di una indicazione più esplicita. Ben presto riconosciuto come sostanza edulcorante e impiegato in qualità di dolcificante alimentare, questo dipeptide è composto da due amminoacidi: la fenilalanina e l’acido aspartico.

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Proprietà

La proprietà associata all’aspartame e ampiamente conosciuta è quella edulcorante, soprattutto per quanto riguarda le bibite dietetiche. Meno conosciute sono le proporzioni, in termini di potere dolcificante, rispetto allo zucchero: la sostanza composta da acido aspartico e fenilalanina risulta 200 volte più dolce dello zucchero ed è per questo utilizzata in quantità piuttosto ridotte rispetto a quest’ultimo.

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Il suo sapore è simile a quello degli zuccheri naturali e deve anche a questo il suo successo nell’industria alimentare. È ritenuto inoltre in grado di prolungare l’aroma degli alimenti, in particolar modo dei frutti acidi come l’arancia, il che lo rende molto utilizzato ad esempio nella produzione di gomma da masticare (chewing gum).

L’aspartame ha un ridotto contenuto calorico ed è generalmente consigliato a chi soffre di diabete per via del fatto che sembra non alterare in maniera sensibile i livelli di glicemia nel sangue. Tuttavia esistono dei limiti massimi giornalieri indicati dalla JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives): 40 mg per chilogrammo di peso corporeo.

Dieta dimagrante


Controindicazioni

In questi ultimi mesi/anni diverse voci si sono levate contro l’aspartame, incluse quelle che indicavano per questa sostanza un qualche tipo di rischio cancro legato al suo consumo. Le presunte caratteristiche cancerogene del composto E951 sono per il momento smentite sia dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e dalla FDA (Food and Drug Administration statunitense).

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Altri studi hanno indicato nell’aspartame, o per meglio dire più in generale nei dolcificanti artificiali, un fattore di rischio per il diabete, in quanto altererebbero l’equilibrio endocrino dell’organismo umano aumentando di fatto la possibilità di manifestare la patologia. Non risulta però al momento un accordo condiviso nel panorama medico e tale indicazione non è perciò dominante.

Le controindicazioni più gravi e certificate interessano al momento coloro che soffrono di una malattia rara: la fenilchetonuria, ovvero l’incapacità di metabolizzare la fenilalanina, uno degli elementi chiave nella composizione dell’aspartame. Occorre in questi casi prestare particolare attenzione alla lista degli ingredienti, controllando in caso la presenza della sigla E951 o della dicitura “contiene una fonte di fenilalanina”.

1 ottobre 2018
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