Sempre più spesso nei bagni dei locali pubblici troviamo, al posto delle salviette di carta o del classico asciugatore ad aria calda, innovativi modelli di asciugatori ad aria jet che hanno una fessura nella quale inserire le mani e funzionano con fotocellula. Sembrano essere l’ultima frontiera tra le soluzioni studiate per garantire la massima igiene nel più breve tempo possibile, anche in un bagno pubblico, ma siamo sicuri che svolgano queste funzioni alla perfezione?

Da tempo le opinioni si dividono su questa questione, in base a studi, che in un senso o nell’altro alla fine non riescono ad esaurire l’argomento. Da una parte ci sono ricerche, come quella che è stata pubblicata a gennaio sul Journal of Applied Microbiology, secondo le quali apparecchi di questo tipo avrebbero un effetto, sulla diffusione di batteri nell’aria, molto più potente rispetto alle soluzioni tradizionali; dall’altra ce ne sono altre, citate dalle stesse aziende produttrici di asciugatori ad aria jet, che invece dimostrerebbero che sono sicuri almeno al pari della concorrenza.

Si tratta di ricerche condotte dall’Università di Bradford e pubblicate sempre nel Journal of Applied Microbiology, di altre portate avanti dall’Istituto di Ricerca in Microbiologia francese, di altre ancora, del College of Medicine dell’Università della Florida e del Campden BRI (food and drink innovation) del Gloucestershire (distretto del Regno Unito).

Come regolarsi allora? Diciamo che gli studi secondo i quali tali apparecchi non sarebbero igienici sono stati condotti in condizioni “spinte” e anche un po’ anomale, cioè valutando l’uso di guanti oppure considerando il fatto che qualcuno si asciughi le mani senza essersele lavate. La volontà sarebbe quella di dimostrare che i comportamenti scorretti di pochi, in alcuni casi riescono a compromettere il successo delle abitudini, molto più di buon senso, della maggior parte delle persone.

Secondo questi studi un asciugatore ad aria jet, in quanto più potente, sarebbe in grado di “lanciare” virus e batteri a 20 volte la distanza che percorrono con un asciugatore classico e a 190 volte quella farebbero se utilizzassimo le salviette di carta.

L’unico modo per ridurre questo “carico di infezione” sarebbe quindi che tutti seguissero le buone prassi igieniche che fin da piccoli ci hanno insegnato, ma nell’impossibilità di controllare che ciò avvenga è sempre meglio evitare di toccare qualsiasi cosa quando si visita uno di questi ambienti, in modo da ridurre al minimo la contaminazione.

1 agosto 2016
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