Una centrale idroelettrica per sfruttare il flusso dell’acqua nel letto del fiume Brembo che scorre a fianco della struttura, pannelli fotovoltaici installati su gran parte della copertura in modo da generare energia pulita e rinnovabile dal sole, certificazione GO per il 100% di quella acquisita dalla rete di distribuzione. La sostenibilità del nuovo Global Cloud Data Center IT3 realizzato da Aruba a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, è anzitutto ambientale, ma non solo.

Dal cotonificio al data center

Come spiegato dall’amministratore delegato Stefano Cecconi in sede di inaugurazione, la scelta dell’area non è stata casuale: Aruba ha voluto insediarsi laddove il territorio da sempre ospita un impianto produttivo. La location è quella dell’ex cotonificio Legler, che dal 1875 in poi ha trainato lo sviluppo socioeconomico della comunità locale e dei suoi dintorni.

Raccoglierne l’eredità significa dar nuova vita a un luogo la cui storia è profondamente intrecciata con quella del paese e dei suoi abitanti. Lì il gruppo avrà la sua nuova sede legale, a testimonianza di come la prospettiva sia quella di trasformare il data center in un polo d’innovazione aperto, con l’allestimento di spazio destinati al coworking e attraverso la collaborazione con le realtà locali, pubbliche, private ed educative.

Sostenibilità e tradizione

Un altro aspetto della sostenibilità, dunque, ugualmente importante, che non può essere messo in secondo piano quando si opera a stretto contatto con chi vive il territorio. Tutto questo si aggiunge ai già citati impianti per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’energia, al sistema geotermico di raffreddamento delle sale dati e a tutto ciò che è stato approntato per garantire il massimo livello possibile di sicurezza ed efficienza.

Un’infrastruttura che muove le complesse dinamiche del mondo online e che alimenta le sempre più esigenti piattaforme cloud, collocata in un territorio dove tradizione e cultura del lavoro vanno da sempre di pari passo. Laddove un tempo gli operai si recavano al cotonificio per produrre materiali destinati all’industria tessile oggi arrivano tecnici e personale specializzato a cui è affidato il compito di mantenere operativo un punto nevralgico della grande Rete.

13 ottobre 2017
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