L’artrite reumatoide giovanile è una malattia che colpisce le articolazioni sinoviali, ossia quelle che consentono lo scorrimento di un osso su un altro. Tipici esempi di queste strutture sono caviglie, ginocchia, gomiti e le dita di mani e piedi.

Questa patologia si manifesta con un’infiammazione cronica e degenerativa delle articolazioni. Si tratta di una artrite anchilosante che conduce il paziente alla progressiva disabilità, anche nello svolgere le normali azioni quotidiane e della cura di sé.

Nonostante sia una patologia che tipicamente si manifesta nei pazienti adulti, ne esistono molti casi anche in età pediatrica. L’artrite reumatoide giovanile è chiamata anche “idiopatica”, per indicare che non sono note a oggi le cause che la scatenano.

L’artrite reumatoide giovanile è una malattia subdola: i primi sintomi vengono spesso mal interpretati, soprattutto perché nella prima fase la patologia si manifesta quasi sempre con vaghi dolori articolari e una certa rigidità al risveglio. I sintomi tendono a scomparire nel corso della giornata. Vediamo quali sono le cause più accreditate che possono scatenare l’artrite reumatoide e quali approcci sono più indicati per la cura.

Le cause

L’artrite reumatoide giovanile, come già detto, viene identificata come patologia idiopatica, ossia come una malattia di cui non è nota la causa.

La ricerca scientifica ha da tempo classificato questa malattia come una patologia autoimmune, ossia il sistema immunitario del paziente che ne è colpito non riconosce più come proprie le struttura cellulari delle articolazioni sinoviali e le aggredisce. L’auto aggressione causa l’esordio dell’infiammazione e della progressiva degenerazione.

A scatenare questa reazione potrebbe essere semplicemente la predisposizione genetica, tuttavia è possibile che l’artrite reumatoide venga scatenata da una iniziale infezione virale o batterica.

I sintomi

In età pediatrica la diagnosi di artrite reumatoide è particolarmente difficoltosa, sopratutto quando il bambino è molto piccolo e non esprime a parole il malessere. I primi sintomi, a parte ovviamente quelli articolari e comunque piuttosto generici, sono davvero poco suggestivi di questa malattia: febbre, apatia, leggero calo ponderale vengono solo raramente correlati con un sospetto di artrite reumatoide.

Le analisi del sangue sono utili per indirizzare il medico verso la diagnosi. Tra questi vi è la ricerca dell’anticorpo FR presente nel 10% delle artriti giovanili e degli anticorpi antinucleo, ANA.

L’artrite reumatoide giovanile può manifestarsi con o senza sintomi sistemici, ossia segnali che non coinvolgono le articolazioni. L’unica forma veramente rara nel bambino è quella poli-articolare FR positiva, che interessa all’esordio più di 5 articolazioni ed è positiva alla ricerca di un anticorpo detto fattore reumatoide.

La cura

L’artrite reumatoide giovanile è una malattia degenerativa: più che la cura definitiva della patologia, la terapia farmacologica e non è indirizzata al controllo dei sintomi ed eventualmente al rallentamento della sua progressione.

I bambini affetti dalla malattia seguono una adeguata cura a base di farmaci antinfiammatori: non steroidei, detti anche FANS, come ad esempio l’ibuprofene, o steroidei come il cortisone e i suoi derivati. Quando questo approccio alla cura non è sufficiente per ridurre il gonfiore, il reumatologo potrebbe ricorrere ai farmaci antireumatici modificanti, DMARD, o agli immunosoppressori come abatacept, rituximab e tocilizumab.

La terapia dovrebbe includere da subito la fisioterapia per mantenere il più possibile una buona flessibilità articolare.

21 marzo 2016
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