L’artrite reumatoide è una malattia cronica che interessa le articolazioni sinoviali, ossia quelle che consentono lo scorrimento di un osso su un altro. Sono articolazioni sinoviali quelle delle ginocchia, delle braccia, delle dita dei mani e dei piedi.

La malattia è progressiva e anchilosante, infatti porta il paziente a una progressiva invalidità. Nella maggior parte dei casi, in meno di 10 anni il progredire della malattia rende il paziente incapace di svolgere una attività lavorativa e spesso anche di compiere le normali azioni della cura di sé.

Si tratta di una malattia piuttosto diffusa: i dati epidemiologici italiani contano più di 400.000 malati di artrite reumatoide, ne vengono diagnosticati più di 10.000 nuovi casi all’anno. La maggior parte di essi si registra in pazienti con età compresa tra i 30 e i 50 anni, con una significativa prevalenza nella popolazione femminile. Sfortunatamente sono frequenti anche i casi di artrite reumatoide giovanile idiopatica, che colpisce pazienti con età inferiore ai 12 anni.

A oggi non è nota la causa scatenante della malattia: le ricerche scientifiche hanno per ora confermato che si tratta di una patologia autoimmune, infatti è lo stesso sistema immunitario del paziente ad attaccare e danneggiare le articolazioni. Queste ultime rappresentano i soli tessuti colpiti dalla malattia solo nelle prime fasi, successivamente il danno coinvolge anche l’apparato respiratorio, cardiocircolatorio e infine nervoso.

I sintomi e la diagnosi

L’artrite reumatoide è una malattia che viene definita “subdola”: i primi segnali sono difficilmente riconducibili a questa patologia e ciò spesso si traduce in un ritardo diagnostico.

Il paziente all’esordio soffre di dolore e rigidità articolare. Questo sintomo è più evidente al risveglio e tende a scomparire dopo che il paziente si è messo in moto. Sempre nelle prime fasi l’artrite reumatoide può manifestarsi anche con sintomi sistemici come stanchezza, debolezza generale e lieve innalzamento della temperatura. Si tratta in ogni caso di sintomi generici.

La diagnosi di questa malattia è in genere definita dal medico reumatologo, che dall’anamnesi del paziente e della rilevazione della sua storia familiare, dal risultato dell’esame obiettivo e dagli esami di laboratorio è in grado di definire un quadro di sintomi e segnali tipico dell’artrite reumatoide.
La diagnosi precoce favorisce l’inizio tempestivo della terapia antinfiammatoria ed eventualmente con con farmaci biologici e/o antireumatici.

La prevenzione

A oggi sono ignote le cause che scatenano l’artrite reumatoide, perciò è complicato definire una definitiva strategia preventiva. Le informazioni in merito, pubblicate anche da Epicentro, il Portale dell’Epidemiologia per la Sanità Pubblica italiana, dimostrano che la dieta e un regime di attività fisica adeguato possono efficacemente ridurre lo sviluppo e l’impatto della malattia.

Sono numerose le evidenze scientifiche in merito al legame tra l’artrite reumatoide e l’alimentazione. Una dieta ricca di omega 3, sostanze naturalmente antinfiammatorie, ha dimostrato di essere un’utile prevenzione. Valgono a questo proposito le indicazioni generali: consumare una porzione di pesce in tre o meglio quattro pasti alla settimana e consumare 3 noci al giorno.

L’aumento della massa corporea, sia in caso di sovrappeso che di obesità, causa anche l’incremento di sostanze ad azione pro-infiammatoria in circolo: alcuni studi scientifici hanno rilevato una correlazione positiva tra eccesso di peso e insorgenza delle malattie reumatiche.

Il regolare svolgimento di una buona attività fisica è di supporto nella prevenzione: pilates, yoga, nuoto e ginnastica in acqua hanno dimostrato di essere utili nel mantenere una buona funzionalità articolare.

La prevenzione attraverso uno stile di vita sano assicura una certa consapevolezza del proprio stato fisico, pertanto favorisce l’attenzione e la cura per i segnali di malattie, anche subdole, come l’artrite reumatoide.

24 marzo 2016
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