Lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico prosegue inarrestabile. Secondo quanto riportato dai ricercatori dell’Università della California di Los Angeles l’intera zona risulterà navigabile entro il 2060. Nel corso dei prossimi cinquant’anni quindi il tratto sarà accessibile a tutte le tipologie di navi, non soltanto a quelle “rompighiaccio”. Gli effetti sono anche in questo caso riconducibili al complessivo riscaldamento globale.

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Gli effetti negativi sul clima continuano a ripercuotersi anche sui grandi ghiacciai mondiali, come mostrano i risultati pubblicati dai ricercatori californiani sulla rivista ufficiale dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti. Dati che non sembrano sorprendere Massimo Frezzotti, responsabile dell’unità Antartide per Enea, che vede questa prospettiva rientrare purtroppo in un più generale orientamento verso la perdita del patrimonio naturale dell’Artico:

Non è purtroppo una novità, lo scioglimento dei ghiacci artici rappresenta forse il fenomeno più macroscopico di quello che sono i cambiamenti climatici in atto. Basti pensare che fino agli anni ’80 l’estensione dei ghiacci era di circa 8 milioni di chilometri quadrati, oggi è praticamente dimezzata e si tratta di un fenomeno che accelera.

Nuove possibilità si aprono sul fronte del trasporto marittimo e sulle ipotizzate rotte del “Passaggio a Nord-Ovest” e del “Passaggio a Nord-Est”. A fronte di queste utilità però si spalancano anche scenari tutt’altro che rassicuranti, come lo sfruttamento da parte delle nazioni confinanti dei patrimoni di gas e petrolio che si celano sotto le distese artiche.

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Prospettiva contro la qual si sta battendo Greenpeace con la campagna “Save the Arctic”, alla quale hanno già aderito anche volti noti dello spettacolo italiano tramite l’iniziativa “Abbracci Polari“. Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica per giungere alla creazione di un’area protetta, un santuario naturalistico dal quale siano bandite le trivellazioni e la pesca distruttiva.

5 marzo 2013
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Silvano Ghezzo, mercoledì 6 marzo 2013 alle0:11 ha scritto: rispondi »

Ci risiamo! Vera causa: Sette, per ora, miliardi di persone.

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