La vicenda dell’arsenico nell’acqua pubblica potrebbe costare molto cara all’Italia. L’UE ha fatto sapere che a partire dal 1 gennaio 2013, per ogni giorno che passerà prima che l’emergenza idrica venga dichiarata rientrata, l’Unione Europea tratterrà una cifra compresa tra i 250.000 e i 500.000 euro dai fondi destinati al nostro Paese.

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L’emergenza arsenico nell’acqua costerà in media secondo i Verdi 300.000 euro al giorno, cifre che secondo il partito ambientalista non possono lasciare tranquille le istituzioni e i cittadini. Il termine previsto dalla Regione per la messa in sicurezza del patrimonio idrico italiano è fissato al 2014, ingente il danno per le casse statali in caso di maxi multa europea.

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La vicenda ha poi finito con il coinvolgere in uno scontro diretto il Ministero della Sanità e la Regione Lazio, con un reciproco scambio di accuse che ha inasprito i commenti sul tema. L’attuale emergenza sarebbe secondo il ministro della Sanità Renato Balduzzi frutto delle molte occasioni mancate e dei molti avvisi ignorati dalla giunta di Renata Polverini, l’ultimo dei quali lo scorso 20 dicembre:

Negli ultimi 6 mesi ho più volte invitato la Regione a occuparsi della vicenda in vista della scadenza della deroga, ma non ho avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative intraprese.

Accusa che la Regione respinge prontamente al mittente, ricordando di aver messo a disposizione del Comuni in difficoltà circa 36 milioni di euro per la realizzazione di 33 potabilizzatori nelle aree a più alta concentrazione di arsenico (sopra i 20 microgrammo per litro) e di 49 nelle restanti zone.

7 gennaio 2013
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