Analisi del sangue periodiche e gratuite per monitorare gli effetti dell’arsenico nell’acqua. Questa la proposta che Codacons ha avanzato presso la Regione Lazio e le Asl competenti. Lo scopo è il monitoraggio di possibili effetti sui cittadini laziali legati alla presenza del semimetallo nelle risorse idriche. Un problema che ha portato, dal 1 gennaio, molti Comuni del Lazio a sospendere le forniture.

>>Leggi i termini dell’ultimatum UE all’Italia riguardo l’arsenico nell’acqua

L’arsenico nell’acqua interessa molte aree italiane, come Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria, non soltanto il Lazio. È qui però che nelle ultime settimane sono maturati gli ultimi sviluppi e qui che Codacons chiede di procedere con i controlli. Lo scopo è di valutare l’andamento dei valori corporei nei cittadini e stabilire eventuali anomalie causate dall’eventuale avvelenamento.

>>Leggi la lista dei Comuni a rischio nel Lazio

Un problema sottolinea Codacons che riguarda le utenze domestiche così come gli esercizi commerciali. Gravi rischi per la salute sono legati ad attività commerciali come bar, ristoranti e pasticcerie, passibili di chiusura se l’emergenza legata all’arsenico non verrà risolta in tempi brevi.

A tutti l’associazione dei consumatori ricorda infine che sono allo studio due azioni per la richiesta di risarcimento, rivolte ai cittadini di tutte le aree coinvolte (anche nelle altre regioni interessate), entrambe ammontanti a 1.500 euro e rivolte rispettivamente ai privati e agli esercizi commerciali.

23 gennaio 2013
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I vostri commenti
Nicola, giovedì 7 novembre 2013 alle18:13 ha scritto: rispondi »

1)Quello che dici riguardo l'arsenico non centra logicamente nulla con lo sfruttamento del sottosuolo poiche ci sono zone che sono kilometri e kilometri lontani da qualsiasi perforazione dove l'acqua contiene arsenico. Credo abbia a che fare con le precedenti attività vulcaniche. 2)Il fracking per dovere di informazione in Italia non è stato ancora usato quindi non possiamo nemmeno ipotizzare(lavoro per la ricerca di idrocarburi e lo so di sicuro) 3)Quando parli di concimazione pesticidi ecc.. ti ritrovi con fluoruri e nitrati nell'acqua e sicuramente qui siamo stati noi umani 4) te ne aggiungo un' altra di considerazione "logica" , i terremoti c'èrano prima delle trivellazioni di ogni genere. La più profonda delle trivellazioni non potrà mai causare un terremoto perchè i terremoti nascono da spostamenti molto più profondi. In Emilia Ferrara fu rasa al suolo nel medioevo. Il fatto è che l'Italia é fortemente inquinata e anche chi si ritiene ambientalista guarda il pelo nell'uovo mentre viene sommers da una valanga di merda e non si riflette mai sul fatto che il cellulare che abbiamo in tasca deriva in gran parte dal petrolio. Senza i soldi del petrolio non si fanno nemmemo le ricerche per l'energie alternative. Ti piacerebbe guidare una vettura elettrica con copertoni di legno, cruscotto di paglia, volante di bambu ed indossare solamente materiale naturale come scarpe di cuoio di mucca biologica. Guardati intorno, fa una lista di quello che è fatto con il petrolio ed eliminalo dalla tua vita; benvenuto nel medioevo. Un'altra chicca è che il petrolio, e meno il gas, inquinano quando li bruci, quindi noi andiamo avanti comprandolo dagli arabi e dai russi e bruciandolo in Italia. Che ambientalisti furbi!!

massimo, sabato 16 marzo 2013 alle20:21 ha scritto: rispondi »

Enuncio di seguito qualche mia considerazione in merito alla presenza di arsenico ed altri inquinanti nelle falde acquifere dell' alto viterbese e bassa toscana . Secondo il mio istintivo parere personale ed avendo eseguito studi di chimica  e lavorato come assistente di perforazione per AGIP mineraria ritengo che lo sfruttamento geotermico del suolo abbia portato ad una rottura degli equilibri  chimico - fisici  degli elementi minerali presenti negli strati sotterranei con inquinamento della tavola d ' acqua sottostante. Uso  dei pesticidi con presenza di arsenico, scarichi di rifiuti industriali abusuivi hanno  inquinato per percolazione  le falde acquifere ,buisness per lo sfruttamento del sottosuolo per ricavare gas disciolti nelle  rocce hanno rotto il relativo equilibrio idrogeolocico portando in mobilità elementi chimici altamente inquinanti che fino ad ora erano immobili, questa scellerata e criminale politica del profitto  senza una pianificazione scientifica e di rispetto ambientale  ci porterà in meno di quanto si pensa alla catastrofe intanto LA NATURA CI PORTA IL CONTO.

Angelo, venerdì 25 gennaio 2013 alle12:11 ha scritto: rispondi »

Sarebbe opportuno esaminare anche le falde acquifere e relativa acqua ... potabile ... nelle zone dove si pratica il fracking nel sottosuolo per ricavare gas di scisto dalle rocce !

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