Arsenico nell’acqua a Roma, arrivano le autobotti per 500 utenze

A Roma Nord arrivano le autobotti per far fronte all’annoso problema dell’arsenico nell’acqua potabile. Misura decisa dopo che i dati dell’ultimo prelievo della ASL sono finiti sulla scrivania del sindaco Ignazio Marino. La presenza di arsenico e batteri, oltre i livelli ritenuti accettabili e sicuri, riguarda circa 500 utenze dei municipi XIV e XV. Le famiglie coinvolte da molto tempo ormai non utilizzavano l’acqua del rubinetto per cucinare e lavarsi, attingendo ai pozzi.

Di recente, a ufficializzare il divieto autoimpostosi dai cittadini per buonsenso, era arrivato anche il decreto del sindaco di Roma Ignazio Marino. Le misure messe in campo dal primo cittadino romano impongono alle famiglie coinvolte il divieto assoluto di utilizzare l’acqua per qualsiasi scopo fino al prossimo 31 dicembre.

Nel frattempo il Comune si è mosso per rendere più agevole l’approvvigionamento di acqua potabile nelle case interessate. Compito che spetterà all’ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. Gli acquedotti contaminati, a causa di condutture obsolete e malridotte, sono infatti sotto la gestione dell’ARSIAL che ora dovrà pompare cloro nelle tubature e mettere in campo le autobotti. Ci tiene a ricordarlo l’ACEA, comunicando ai suoi utenti, allarmati dall’ordinanza comunale, che non corrono alcun rischio.

La stessa ARSIAL, per evitare inutili allarmismi, ha tenuto a precisare che i cittadini sono stati già messi al corrente da tempo della contaminazione dell’acqua, con avvisi decisamente impossibili da ignorare messi ben in evidenza sulla bolletta. Secondo quanto affermato dall’agenzia, la fattura recapitata alle famiglie interessate dal problema riporterebbe infatti da due anni la dicitura “Acqua non potabile“.

Nel frattempo la vicenda dell’acqua contaminata da Arsenico a Roma Nord si è spostata sul piano politico. Sull’amministrazione Marino, che ha ereditato il problema, sono piovute le critiche delle opposizioni. PD e SEL lamentano un allarmismo ingiustificato ed una eccessiva strumentalizzazione del problema, affermando che l’occasione è ghiotta per quanti vogliono gettare fango sulla gestione pubblica e privatizzare l’acqua.

Anche Antonio Rosati, commissario straordinario dell’ARSIAL, minimizza l’emergenza:

Le Asl hanno fatto un prelievo, hanno visto un livello d’arsenico superiore, l’hanno trasmesso al sindaco e il sindaco ha emesso una ordinanza che forse andava preparata meglio. Però non è il caso di fare degli allarmismi: si tratta in tutto di mille utenze tra Fiumicino e Roma. Non è una situazione drammatica: sono anni che quell’acqua non la bevono, ma viene utilizzata per usi agricoli o altro.

3 marzo 2014
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I vostri commenti
andrea, lunedì 3 marzo 2014 alle18:12 ha scritto: rispondi »

temo un'effetto domino

Ettore Nosenzo, lunedì 3 marzo 2014 alle16:59 ha scritto: rispondi »

E qui sta l'assurdo. Non si può utilizzare l'acqua ma continuano ad arrivare le bollette!!! E' veramente uno Stato che chiamarlo schifoso è dire poco!! Ma quando cominceremo ad essere un pochino onesti?

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