I macelli francesi potrebbero presto essere obbligati a dotarsi di telecamere a circuito chiuso, affinché possa essere verificato il corretto trattamento degli animali rispetto ai limiti di legge. Trova una prima approvazione l’emendamento, proposto lo scorso settembre da gruppi legati all’universo animalista, al disegno di legge sulle nuove condizioni di gestione degli animali all’interno dei mattatoi. Una normativa nata lo scorso anno a seguito delle attività d’indagine di un’associazione animalista, la L214, con la pubblicazione di un filmato pronto a confermare come in molti macelli d’Oltralpe non venissero seguite le elementari misure per l’allevamento e la riduzione del dolore degli esemplari, destinati all’industria alimentare.

Nella giornata di ieri, l’Assemblea Nazionale ha approvato in prima lettura l’emendamento al sopracitato disegno di legge, imponendo – quando la norma sarà definitivamente approvata – l’obbligo d’installazione di telecamere a circuito chiuso all’interno dei 960 macelli sparsi sul territorio francese. Una proposta, così come già accennato, scaturita dall’attività d’indagine dell’associazione animalista L214, indagine poi confermata da numerosi controlli ministeriali condotti nell’ultimo anno.

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Sebbene negli scorsi giorni diversi esponenti locali abbiano manifestato dubbi su una simile norma, sia in termini di costi che di capacità effettive di monitorare il girato di un numero così elevato di mattatoi, la prima votazione ha avuto esito positivo: 28 favorevoli contro 4 contrari.

Per l’effettiva traduzione del disegno di legge, e quindi anche dello stesso emendamento in oggetto, serviranno tuttavia ulteriori step: la norma dovrà essere infatti approvata dal Senato, mentre l’eventuale applicazione spetterà al prossimo governo. In ogni caso, l’obbligo non dovrebbe entrare in vigore prima del 2018. Entro la prossima estate, nel frattempo, dovrebbe partire una sperimentazione su un numero ridotto di strutture, per verificare il progetto sia davvero fattibile e, non ultimo, vagliare eventuali modifiche o migliorie alla legge. L’obiettivo è quello di adottare pratiche più dignitose per il trasporto e la soppressione degli esemplari, assicurando l’assenza di maltrattamenti quando in vita e, non ultimo, metodi di uccisione “dolci”, ovvero che non comportino stress e inutile sofferenza.

20 gennaio 2017
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