Il dibattito è da qualche giorno acceso sui social network: se i cani indossassero dei pantaloni, che forma assumerebbe il singolare indumento? Coprirebbe solo le due zampe posteriori, così come il mondo dei fumetti e dei cartoni animati ha da sempre teorizzato, o anche quelle anteriori? La domanda, diventata virale tra le feste natalizie e Capodanno, trova ora risposta grazie allo spirito imprenditoriale di una società canadese: arrivano i “dog pants”, i primi pantaloni per amici a quattro zampe.

L’iniziativa è nata da Tim Skelly, proprietario di Muddy Mutts, una società specializzata in accessori per animali domestici. Forse cavalcando anche il trend sui social network, con una discussione che per giorni ha tenuto banco fra gli internauti, la società ha provato a proporre la propria soluzione finale alla faccenda. Nascono così i primi pantaloni ufficiali per cani e, a dispetto delle aspettative, coprono tutte e quattro le zampe di Fido.

Realizzati in materiale completamente impermeabile, con degli inserti catarifrangenti per assicurare la visione dell’animale durante la notte, i pantaloni si allacciano al dorso di Fido tramite delle apposite bretelle in velcro. Sembra che l’indumento non causi alcun problema all’animale durante la deambulazione, anche se non è al momento ben chiaro cosa succeda qualora il quadrupede debba espletare i propri bisogni. Secondo quanto riportano le fonti statunitensi, i primi esemplari potrebbero essere messi in vendita negli Stati Uniti e in Canada a breve, per un prezzo di 50 dollari. Così hanno spiegato gli ideatori:

Possono sembrare molto divertenti, ma quando ci si stanca di lavare il cane solo dopo 20 minuti di passeggiata, diventano anche molto pratici.

Si ricorda come gli indumenti per gli animali debbano essere scelti solo dopo aver vagliato il consiglio del veterinario, poiché non tutte le razze hanno bisogno di una copertura aggiuntiva durante i mesi più freddi o acquosi dell’anno. Inoltre, un vestito per gli amici a quattro zampe non dovrebbe essere mai d’intralcio ai movimenti, né costituire un pericolo per la salute dell’animale.

11 gennaio 2016
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