UPDATE: riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa, con cui Research Toxicology Centre ci informa della rinuncia alla sperimentazione:

«Il Consiglio d’Amministrazione di RTC (Research Toxicology Centre), su richiesta di Menarini, ha deliberato di rinunciare alla sperimentazione, pur obbligatoria, per la quale sono stati richiesti 8 beagle che renderà disponibili per l’affido a privati. La decisione è stata presa nel tentativo di stemperare il clima di tensione con le associazioni animaliste che rischia di degenerare andando oltre le minacce e i danneggiamenti di auto dei nostri
dipendenti. Il lavoro di RTC è di eseguire solo ed esclusivamente ricerche tossicologiche obbligatoriamente richieste dalle norme sulla ricerca di nuovi farmaci. Anche RTC auspica che vengano individuati dalle autorità preposte test sostitutivi dell’obbligo di sperimentazione
animale. RTC sarebbe la prima ad adottarli. Attualmente, purtroppo, ciò non è però consentito. Perciò la decisione presa dal CdA ha anche lo scopo di aprire un dibattito sul destino della Ricerca in Italia. Quello che ad oggi viene obbligatoriamente richiesto da tutte le Autorità Sanitarie del mondo per poter mettere a disposizione dei malati un farmaco innovativo, se non si potrà più fare in Italia, rispettando, come fa RTC, tutte le norme previste, qualcun altro lo farà in altre parti del mondo. Pertanto, solleviamo con forza la necessità di una presa di
coscienza determinata ed univoca che indichi quale futuro avrà la Ricerca in Italia.»

Nonostante le polemiche su Green Hill, non si placa il ricorso ai Beagle a scopo di sperimentazione. L’associazione animalista Freccia45 ha infatti denunciato l’arrivo di 8 cani in quel di Roma destinati a operazioni di laboratorio, anche se le società coinvolte sostengono l’assenza di ogni forma di vivisezione. E sul Web monta la polemica.

>>Scopri la sentenza della Cassazione sul sequestro di Green Hill

Tramite un comunicato, Freccia45 ha annunciato l’arrivo, previsto in giornata, di 8 Beagle a Fiumicino richiesti dai laboratori Research Toxicology Centre di Pomezia, i primi importati in Italia dopo il caso di Green Hill. Susanna Chiesa, Presidente di Freccia 45, spiega come l’azienda abbia chiesto una deroga per la sperimentazione “senza anestesia”, destando preoccupazione fra gli amanti degli animali.

Research Toxicology Centre rigetta però ogni accusa, affidando la legittimazione delle proprie operazioni a un comunicato stampa:

«Qui gli animali vengono utilizzati solo nelle sperimentazioni per cui legge e scienza ne prevedono l’utilizzo obbligatorio ed esclusivo. Sono tenuti in condizioni pienamente rispondenti alle normative vigenti. La cura e l’uso responsabile e etico degli animali vengono assicurati dalla puntuale applicazione delle normative internazionali e nazionali e dal rispetto dei più avanzati standard di qualità. Presso il nostro centro non viene in alcun modo effettuata la vivisezione.»

La questione si sarebbe potuta chiudere con questo comunicato, se non fosse per un intervento della redazione di Repubblica. La versione online della testata, infatti, riporta delle attività di sospetta vivisezione, prese direttamente dal sito dell’azienda:

>>Scopri le polemiche sulla vivisezione in Francia

«Una dichiarazione che sembra confliggere con i contenuti dello stesso sito aziendale nel quale si descrivono oltretutto test di tolleranza effettuati su ratti, cani, conigli per via oculare, vaginale, intrarettale, intramuscolare, nonché esperimenti tossicologici ripetuti fino a 52 settimane e impiantistica. E in una relazione che riporta alcuni esperimenti effettuati nel centro di Pomezia si legge: “La fibra è stata inserita attraverso un breve Teflon e connettori posti sul dorso dell’animale per evitare contrazioni muscolari involontarie vicino al punto di campionamento o eventuali sconnessioni della sonda a causa del movimento degli animali. Anestetici locali non sono stati usati, sia durante l’impianto fibra o durante la fase di misura. I cani sono in stato cosciente e immobilizzati in una gabbia apposita solo all’inizio dell’esperimento”.»

Si tratta ovviamente di una vicenda delicata, già resa incandescente per l’opinione pubblica dalle vicende ancora in corso per Green Hill. Susanna Chiesa però promette delle azioni tempestive di protezione dei cani, forse con l’intervento degli attivisti già all’aeroporto di Fiumicino:

«Chiediamo che RTC sospenda l’importazione di animali per la vivisezione e faremo di tutto per bloccare l’ingresso di qualsiasi specie destinata ai centri italiani.»

7 marzo 2013
Fonte:
I vostri commenti
Giovanna Andreetto, martedì 7 maggio 2013 alle15:56 ha scritto: rispondi »

PROVO SCHIFO AL PENSIERO CHE SI CONTINUI AD USARE GLI ANIMALI MENTRE SI POTREBBE SEGUIRE LA SPERIMENTAZIONE SULLE CELLULE STAMINALI ED OTTENERE DEI RISULTATI SUI GENI UMANI, VISTO CHE SIAMO NOI I DESTINATARI DELLE SPERIMENTAZIONI. SONO DAVVERO INDIGNATA.

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