I convogli della metropolitana potrebbero presto essere in grado di recuperare l’energia dissipata in fase di frenata, utilizzandola per ridurre i consumi di elettricità del treno stesso. La trovata si deve a un’azienda californiana, la Energy Vycon, che ha trovato il modo di applicare anche ai convogli ferroviari la tecnologia del “freno rigenerativo” già in uso da tempo sulle auto ibride.

Il meccanismo, in realtà, non è neanche troppo complesso: quando un treno frena, l’energia cinetica che aveva accumulato viene dispersa, per lo più sotto forma di calore. Il dispositivo californiano, invece, permette di recuperare questa energia, convertendola in elettricità utilizzabile per alimentare la ripartenza del treno.

Il “miracolo” è reso possibile da uno speciale volano applicato alle rotaie, che, a differenza di quanto avviene nelle auto ibride, non richiede neanche la presenza di batterie o altri accumulatori. L’elettricità recuperata, infatti, viene ritrasmessa subito al treno, che in questo modo può abbattere i consumi legati alla nuova partenza.

La tecnologia, osservano i responsabili della Energy Vycon, sembra perfetta per i convogli della metropolitana, caratterizzati da “stop and go” frequenti e ravvicinati. Installando un sistema di volani sulle rotaie delle stazioni, dunque, sarebbe possibile ridurre in modo non trascurabile la bolletta energetica (e il saldo delle emissioni) delle compagnie ferroviarie.

Anche perché, sottolinea l’azienda, la potenza elettrica prodotta grazie al freno rigenerativo è tutt’altro che trascurabile: fino a circa 4 megawatt, sufficienti a permettere a dieci vagoni del metrò di New York di viaggiare per 30 secondi a velocità di crociera. Le prospettive, in definitiva, sembrano piuttosto interessanti. Tanto che le amministrazioni di Los Angeles, Sacramento e Denver, sembrano già interessate a provare il nuovo congegno sulle rispettive linee di metropolitana.

Oltre a consentire un notevole risparmio energetico, infine, l’uso dei freni rigenerativi permetterebbe di ridurre i rischi di cali di tensione nelle ore di punta. Come osserva la stessa Energy Vycon, infatti, quasi tutte le compagnie ferroviarie americane devono fare i conti con frequenti perdite di tensione elettrica nelle stazioni periferiche.

6 settembre 2011
I vostri commenti
Enzo R., martedì 6 settembre 2011 alle21:40 ha scritto: rispondi »

La frenatura a recupero di energia, concetto vecchio di decenni nei trasporti su rotaia, ed in particolare nelle metropolitane, ha la sua soluzione più elegante con la "restituzione" di energia sulla linea di contatto, vale a dire direttamente agli altri treni in  grado di utilizzarla. Il limite di tale sistema è la certezza che vi sia, al momento della frenatura, qualche treno in grado di utilizzare l'energia così recuperata; in caso contrario, non sarebbe possibile la frenatura a recupero. Tale sistema fu usato, con un complesso metodo assistito da calcolatore, nel Bart (la metropolitana di S. Francisco) oltre 40 anni fa, ma con scarsa efficacia per le ragioni dette. L'idea della Energy Vycon, con sottostazioni a recupero ad energia cinetica (volano) da porre lungo la linea, può garantire la frenatura in ogni circostanza, ma è tutto da verificare il bilancio tecnico-economico finale.    

Lascia un commento