Il canguro, marsupiale tanto amato in tutto il globo, non è di certo fra gli animali più pacifici esistenti. È noto come quando sia nervoso inizi a scalciare e a tirar pugni, attaccando senza troppe remore le proprie vittime. Ma che vi fossero addirittura degli esemplari stalker non era mai accaduto prima.

È quanto è successo all’australiana Kirrily McWilliams, di cui in apertura si riporta la maglia indossata durante l’aggressione, alla fine di maggio. La donna da giorni aveva notato un canguro nervoso aggirarsi attorno alla sua abitazione, pronto a rincorrerla non appena messo piede in giardino. Allarmata dal pericolo, la donna aveva cercato invano di contattare il National Parks and Wildlife Service del New South Wales, dove risiede, ricevendo però risposte rassicuranti. I canguri, le dicevano, raramente attaccano l’uomo e l’esemplare si sarebbe probabilmente allontanato dalla zona in modo spontaneo.

Così invece non è stato. Il mattino seguente alla segnalazione alle autorità, lo spietato canguro – una femmina – ha attaccato il mastino di famiglia, un cane dal peso di ben 63 chili. Dopo nemmeno 24 ore, il marsupiale si è scagliato contro l’auto di Kirrily, costringendola a uscire dall’abitacolo e a subire calci e pugni.

Per salvarsi, l’australiana si è dovuta rannicchiare al suolo nascondendosi fra le sterpaglie, perché un confronto diretto con l’animale – così come sostengono gli esperti – si sarebbe concluso con la morte certa della vittima. Di grande aiuto è stato il periodo freddo (nell’emisfero sud del pianeta ora inizia l’inverno), con gli abiti pesanti che hanno attutito i colpi. Impossibilitate alla cattura a causa dell’attesa delle autorizzazioni governative, le istituzioni si sono lasciate sfuggire il canguro, spostatosi rapidamente in altre zone. Un vero e proprio marsupiale stalker, che ha sapientemente atteso per giorni la vittima fino al raggiungimento del proprio obiettivo.

1 giugno 2012
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