L’arnica e l’artiglio del fiavolo sono i due antidolorifici naturali più famosi. Tuttavia spesso ci si confonde sulle loro proprietà, quindi vengono assimilati come reciproci sostituti. In realtà vi sono alcune piccole differenze, che verranno affrontate dopo aver descritto le caratteristiche di entrambi i rimedi vegetali.

Arnica

La pianta dell’arnica è utilizzata sulla pelle per alleviare gonfiori e dolori legati a contusioni, distorsioni e artriti. Si applica localmente anche per le punture di insetti, per i dolori muscolari, per le labbra screpolate e per contrastare l’acne. Ancora, l’arnica è somministrata quando si soffre di gonfiore alle gengive dopo la rimozione di denti e non è difficile trovarla in prodotti tonici e anti-forfora per i capelli. Ha inoltre un grande effetto anti-edematico e antidolorifico, oltre che antibiotico. Tra le patologie in cui è più usata l’arnica, si annoverano:

  • contusioni;
  • retinopatia diabetica;
  • dolori muscolari;
  • punture di insetto;
  • dolori post-chirurgici;
  • labbra screpolate;
  • dolori alle gengive;
  • acne.

L’arnica, tuttavia, potrebbe avere effetti collaterali se assunta per via orale, andando a causare irritazioni di bocca e gola, mal di stomaco, vomito, diarrea, eruzioni cutanee, senso di respiro affannato, battito cardiaco accelerato, aumento della pressione sanguigna, aumentato sanguinamento e problemi cardiaci. Non a caso, l’arnica è sì presente in alcuni prodotti omeopatici, ma in una diluizione tale da renderla praticamente innocua. Ancora, dal punto di vista topico, è importante non applicarla mai sulla pelle danneggiata o lesa.

Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo è una pianta il cui nome botanico, Arpagofito, deriva dal Greco. Originario dell’Africa, l’artiglio del diavolo è così chiamato perché il suo frutto è coperto di ganci che si fissano sul pelo degli animali, per diffondere i semi.

In medicina vengono utilizzate le radici e i tuberi per contrastare l’arteriosclerosi, l’artrite, la gotta, i dolori muscolari, il mal di schiena, le tendiniti, i dolori gastrointestinali, la febbre o le emicranie. È utilizzato anche per i problemi mestruali, in caso di reazioni allergiche, quando si perde l’appetito e nei casi di lesioni alla pelle. Le sue proprietà sono soprattutto antinfiammatorie. L’artiglio del diavolo risulta soprattutto efficace nei casi di mal di schiena e artrosi. Ma si è dimostrato valido anche in presenza di:

  • artrite reumatoide;
  • perdita di appetito;
  • colesterolo alto;
  • gotta;
  • dolori muscolari;
  • mal di testa ed emicrania;
  • lesioni della pelle.

Tra gli effetti collaterali più comuni si annoverano diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa, ronzio alle orecchie. Inoltre, potrebbe provocare reazioni allergiche cutanee e cambiamenti nella pressione sanguigna.

Arnica e artiglio del diavolo: come sceglierli?

L’arnica ha un effetto benefico dovuto alla sua grande concentrazione in polisaccaridi, flavonoidi, mucillagini e fitosteroli: si tratta di sostanze che hanno un potere antinfiammatorio e che attivano il microcircolo sottocutaneo, andando ad attenuare gli edemi. Per questo motivo, l’arnica si utilizza perlopiù per il trattamento locale di traumi, strappi muscolari, dolori reumatici e contusioni.

L’artiglio del diavolo contiene molti iridoidi, aminoacidi, zuccheri, grassi, steroli e cere: questi principi attivi hanno azione analgesica e rilassano muscoli e arti. Perciò, l’artiglio del diavolo è più indicato in situazioni in cui vi siano tendiniti, mal di schiena, dolori cervicali, artriti e dolori muscolari. Dunque, mentre l’rnica ha più potere anti-edema, l’artiglio del diavolo è più analgesico e antinfiammatorio.

16 ottobre 2015
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