Fra i tanti fiori che possono crescere spontaneamente sullo Stivale, l’arnica ha conquistato negli anni una certa fama. Non solo per i suoi coloratissimi petali gialli, splendidi da ammirare in prati e giardini dalla tarda primavera fino alla fine di settembre, ma anche per le proprietà terapeutiche che nei secoli sono state associate alla pianta. Come coltivarla, però, in vaso oppure nel proprio giardino?

Pur condividendo necessità di coltivazione simili, dell’arnica esistono molteplici varietà, di cui la più famosa è forse l’arnica montana. Per scegliere la tipologia che più si addice alla propria zona di residenza e alle proprie condizioni climatiche, sarà utile chiedere consiglio al proprio negozio di botanica di fiducia. Per scoprire le qualità in fitoterapia, non trattate in questo intervento, ci si potrà invece rivolgere all’erborista.

Cosa sapere prima di coltivare l’arnica

L’Arnica è un genere di piante spermatofite appartenenti alla famiglia delle Ateraceae, nonché unico rappresentante del sottogruppo delle Arnicinae. Disponibili in diverse varietà, di cui l’arnica montana è probabilmente la più nota, queste piante si caratterizzano per dimensioni non eccessivamente estese, con fusti alti al massimo una sessantina di centimetri, nonché fiori gialli con la tipica disposizione dei petali a margherita. Le foglie alla base sono normalmente disposte a forma di rosetta, mentre quelle superiori si presentano a coppie opposte, con forma sia ovale che lanceolata. Il perimetro delle foglie, inoltre, può essere sia liscio che dentellato. L’arnica nei secoli ha trovato grande impiego come rimedio naturale per la cura di alcuni disturbi, in particolare nella gestione delle infiammazioni.

Il clima ideale per la crescita è quello mediterraneo, non però eccessivamente caldo, tanto che l’arnica può crescere spontaneamente su tutto lo Stivale. In particolare, condizioni ideali per lo sviluppo sono le zone di media collina o anche di montagna, dove in estate la pianta può ricevere sia il calore del sole, che la fresca protezione degli alberi. Per questo motivo, il periodo di coltivazione varia molto a seconda delle zone di residenza e delle temperature tipiche di stagione: la semina avviene normalmente in primavera, mentre la fioritura può avvenire dalla fine di maggio fino a settembre inoltrato. Nelle zone più calde d’Italia, inoltre, la fioritura può essere anche più tardiva, anche durante la prima parte dell’autunno. L’esposizione è normalmente solare, anche se una mezz’ombra potrebbe aiutare il fiore a combattere il caldo più intenso.

Trattandosi di una pianta rustica, l’arnica si adatta facilmente a qualsiasi tipologia di terreno, anche se preferisce un terriccio altamente drenante, mediamente sabbioso e leggermente acido. Pur non necessitando grandi interventi di fertilizzazione, il ricorso a dei concimi organici come il compost aiuterà di certo una fioritura rigogliosa.

Le richieste d’acqua sono medie e, se coltivata all’aperto, l’arnica si adatterà facilmente ai ritmi della pioggia. In vaso, e all’interno delle abitazioni, è necessario invece provvedere più di sovente, con un paio di annaffiature a settimana soprattutto nei periodi più caldi dell’anno.

Coltivazione in giardino e in vaso

L’arnica è un fiore che ben si adatta sia alla coltivazione in giardino che in vaso, anche se il ricorso come pianta ornamentale non è estremamente diffuso, sia perché già spontaneamente e ampiamente disponibile in prati e sottoboschi, sia poiché è più diffusa la coltivazione a scopo fitoterapico.

La predisposizione del vaso, come di consuetudine, è sempre molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, per agevolare il deflusso dell’acqua, mentre il contenitore andrà arricchito con un terriccio mediamente sabbioso e acido, arricchito anche con compost. In giardino, invece, in caso si volesse concimare, è utile una blanda zappatura per agevolare la distribuzione in profondità delle sostanze nutritive.

La coltivazione può avvenire per semina o per talea del rizoma, più raramente tramite il trapianto di piantine d’acquisto. Tra primavera ed estate, la semina può avvenire direttamente in dimora, lasciando almeno un paio di centimetri tra un seme o l’altro. A cavallo tra estate e autunno, invece, si è soliti ricorrere al semenzaio, per proteggere i futuri germogli da eccessivi sbalzi di temperatura tra giorno e notte.

Tra le necessità di manutenzione ciclica, l’eliminazione di erbacce e altre piante infestanti, mentre la pianta non è solitamente aggredita da parassiti e altri insetti, dato il profumo intenso e le sue insite capacità di difesa.

26 settembre 2015
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