L’arginina è un amminoacido indispensabile al nostro organismo per il mantenimento di numerose funzionalità fisiologiche.

Si tratta di un amminoacido “essenziale relativamente all’età”: fino ai 14 anni è indispensabile assumerlo totalmente con l’alimentazione, mentre in età adulta il nostro organismo diventa in grado di sintetizzarne in quantità sufficiente per coprire il proprio fabbisogno. Tuttavia esistono alcune condizioni, più o meno gravi, in cui la quantità di arginina che il nostro metabolismo è in grado di garantire diventa insufficiente. In genere si tratta di situazioni di stress psicofisico causato anche da una alimentazione carente, gravi traumi o di vere e proprie condizioni patologiche.

Arginina, a cosa serve?

L’arginina è una molecola la cui concentrazione nell’organismo è indispensabile per molte funzioni metaboliche. È un detossinante: questa attività è importante perlopiù negli sportivi o in coloro che svolgono una attività lavorativa fisicamente impegnativa. L’inteso lavoro muscolare porta all’accumulo di ammoniaca, ma l’arginina che rappresenta un prodotto intermedio del ciclo dell’urea contribuisce a tenere sotto controllo la concentrazione di ammoniaca prodotta dalle cellule muscolari.

In più è uno degli amminoacidi essenziali anche per il benessere del nostro sistema immunitario: infatti è attivo nella sintesi dei linfociti T.

Tra le più note e studiate funzioni dell’arginina c’è l’attività vasodilatatoria a carico delle arterie: l’azione è garantita dalla capacità di questo amminoacido di stimolare la produzione di ossido nitrico che è un vasodilatatore delle coronarie. Infine l’arginina è una delle molecole essenziali per la sintesi degli altri amminoacidi ed è indispensabile anche a reintegrare le riserve energetiche di zucchero nel sangue dopo un intenso lavoro fisico, per tale motivo fa parte della lista di sostanze gluconogenetiche. L’omeostasi dell’arginina è essenziale anche per il mantenimento delle nostre funzioni cognitive, un deficit potrebbe essere tra le cause dell’insorgenza del morbo di Alzheimer: questa è la conclusione di uno studio pubblicato dal Journal of Neuroscience nel 2015.

Alimenti ricchi di arginina

Una persona adulta sana che segue un’alimentazione equilibrata e ha uno stile di vita attivo, non ha normalmente bisogno di integrare arginina, sia perché il suo organismo è autonomo nella sintesi sia perché già con la dieta quotidiana se ne assumono in media 4-5 mg al giorno. Tra gli alimenti più ricchi di arginina ci sono: arachidi, fave, ceci, lenticchie, soia, mandorle, nocciole, carne e tuorlo d’uovo.

Integrazioni, controindicazioni ed effetti collaterali

Lo stress psicofisico dovuto a eccessivo affaticamento, modifiche importanti dello stile di vita o dell’alimentazione sono tra le condizioni non patologiche più comuni che possono tradursi in una deficienza di arginina. I sintomi della carenza non sono marcati e possono includere uno stato di astenia, difficoltà di concentrazione e alterazioni del sonno.

In tutti questi casi la somministrazione di un integratore a base di arginina può essere utile, tuttavia è sempre meglio prima intervenire sull’alimentazione, scegliendo per esempio con maggior frequenza il consumo di legumi. Le condizioni patologiche che si traducono in un deficit di arginina sono per lo più malattie congenite e rare.

L’arginina è disponibile in commercio come integratore alimentare acquistabile in farmacia e parafarmacia senza obbligo di prescrizione. Tuttavia, è bene chiedere il consiglio del medico e del farmacista prima di assumerlo perché la somministrazione è controindicata nei pazienti affetti da frequenti manifestazioni cutanee di herpes virus, mentre elevate dosi di arginina possono indurre cefalea, ipotensione e causare tossicità renale, diarrea, crampi addominali e nausea.

15 maggio 2015
Immagini:
I vostri commenti
fabio, lunedì 19 ottobre 2015 alle17:15 ha scritto: rispondi »

Nle bodybuilding però è poco utile

Lascia un commento