Le aree verdi in città non tutelano a sufficienza la biodiversità. A rivelarlo è un nuovo studio condotto da un’équipe di ricercatori della University of Iowa, pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE.

Secondo gli autori piantare alberi negli spazi urbani e creare nuovi parchi cittadini è utile per attrarre le specie animali e vegetali ma non basta a tutelare la diversità biologica nelle metropoli.

I ricercatori hanno esaminato due tipi di albero in un’area urbana dell’Iowa, e registrato la presenza di due insetti che solitamente interagiscono con queste specie vegetali. Nella zona c’erano tantissimi alberi di amarena e noce nero, ma si contavano pochi moscerini della frutta, insetti che si nutrono di noci e amarene. Dall’analisi della biodiversità presente nel parco è risultata quasi del tutto assente anche una specie di vespa che si nutre dei moscerini della frutta.

Come ha spiegato il professor Andrew Forbes, docente di biologia che ha firmato lo studio, più alberi in città non implicano necessariamente la presenza degli insetti a essi associati. In città la biodiversità è ridotta da fattori intrinseci. Quello urbano non sembra essere un ambiente favorevole allo sviluppo delle relazioni tra specie.

In effetti, in aperta campagna e nelle altre aree non urbanizzate i ricercatori, a parità di alberi da frutto, hanno riscontrato la presenza di un numero maggiore di moscerini della frutta e vespe.

I ricercatori ipotizzano che a frenare gli insetti siano le barriere fisiche che si trovano nei paesaggi urbani, come ad esempio gli edifici, i marciapiedi, le strade asfaltate.

Tutte costruzioni che possono rendere difficile, se non impossibile per gli insetti, raggiungere gli altri alberi, accoppiarsi con altre popolazioni e quindi arricchire il loro patrimonio genetico. Gli scienziati stanno cercando di capire quali barriere fisiche diano più fastidio agli insetti per poter studiare strategie mirate a tutelare la biodiversità in città.

3 novembre 2014
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