Vivere in un quartiere con aree pedonali protegge la salute del cervello perché stimola anche i più anziani a camminare. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori dell’Università del Kansas.

I risultati della ricerca sono stati presentati nei giorni scorsi a Washington nel corso del meeting annuale della Gerontological Society of America. Amber Watts, docente di psicologia clinica che ha curato lo studio, ha spiegato che camminare migliora non solo la salute del cuore e la pressione sanguigna, ma anche la memoria e le funzioni cognitive. Questi benefici sono riscontrabili anche nelle persone che soffrono di Alzheimer, a patto che camminino ogni giorno.

Da qui l’importanza di vivere in un quartiere senza auto, dove gli anziani sono più incoraggiati a muoversi a piedi perché non corrono il rischio di essere investiti e si sentono più al sicuro. Secondo gli autori gli anziani che vivono vicino ad aree pedonalizzate per spostarsi fanno affidamento su una mappa mentale delle strade. Questo processo chiama in gioco abilità complesse e mantiene attivo e giovane il cervello, migliorando le abilità cognitive e combattendo il declino legato all’invecchiamento.

La dottoressa Watts sostiene che i risultati di questo studio dovrebbero essere tenuti in considerazione quando si progettano i quartieri residenziali delle città moderne. Oggi molti quartieri urbani dei Paesi occidentali mancano di spazi verdi e isole pedonali.

Queste lacune sono un grosso deterrente per la salute pubblica perché i cittadini non sono incoraggiati a camminare, a correre, a stare all’aria aperta e tendono ad ammalarsi maggiormente a causa della vita sedentaria e della mancanza di vitamina D.

Da un test condotto su un campione di adulti con i primi segnali di declino cognitivo e su malati di Alzheimer è emerso che camminare tutti i giorni permette di ottenere dei miglioramenti, rallentando il decorso della malattia.

24 novembre 2014
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