Proteggere e gestire le aree marine protette, scienziati europei riuniti oggi e domani a Roma. Al centro del dibattito un progetto di gestione internazionale delle zone all’interno del Mediterraneo e del Mar Nero, da tutelare, ma anche da valorizzare attraverso la realizzazione sostenibile di parchi eolici offshore.

Aree marine protette e parchi eolici offshore al centro del dibattito in svolgimento al Cnr di Roma, dove si porranno le basi per il progetto Coconet (Towards COast to COast NETworks of marine protected areas coupled with sea-based wind energy potential). A finanziare l’iniziativa sarà la Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro, coordinatore un italiano, il professor Nando Boero.

Passare da una gestione locale della aree protette ad una regionale creando un sistema di reti di AMP è il primo passo, a cui seguirebbe l’istituzione di una rete di collegamento che sappia gestire l’intero bacino del Mediterraneo. Discorso equivalente per quanto riguarda il Mar Nero. L’organizzazione di base verrà decisa in base alle connessioni fisiche e biologiche tra le varie zone rispettando quindi il valore della biodiversità.


Da stabilire metodologie e tecniche per la protezione e la tutela di aree marine protette non soltanto nei pressi delle coste, ma anche in zona cosiddette offshore. Queste elaborazioni verranno poi proposte come suggerimenti e confrontate con le rispettive legislazioni nazionali, in modo da trovare punti di accordo che consentano un superamento dell’ottica di gestione locale per arrivare ad una posizione politica di intervento transnazionale.

L’altro grande obiettivo del Coconet è di poter esprimere valutazioni riguardo la possibilità di espandere il patrimonio eolico offshore presente nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Si punterà alla tutela delle aree protette realizzando parchi eolici offshore sostenibili. I due progetti pilota che verranno avviati metteranno in opera valutazioni e criteri basati sulle esperienze e le conoscenze attuali.

27 febbraio 2012
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AGI
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