A una settimana dalla sua introduzione, arrivano i primi bilanci sull’Area C di Milano, il provvedimento di chiusura del centro alle auto voluto dalla giunta di Giuliano Pisapia. Il dato sul calo degli accessi è assolutamente confortante, ma altrettanto non si può dire della riduzione dello smog. Molti inquinanti hanno registrato una riduzione sensibile, ma fra questi il Pm10 continuerebbe ad attestarsi su livelli preoccupanti.

È forse troppo presto per emettere una sentenza definitiva sull’Area C meneghina, perché bisognerà attendere qualche settimana prima di ottenere dati incontrovertibili sull’effettiva riduzione dell’inquinamento dell’aria del capoluogo lombardo. Gli accessi in calo, tuttavia, fan ben sperare: circa il 35% delle auto in meno, con il picco del -40,7% nella giornata di venerdì, per una riduzione totale di circa 45.000 automezzi circolanti rispetto ai 120.000 del periodo pre-blocco.

In calo anche molte sostanze nocive come il “black carbon“, un particolato decisamente dannoso per la salute dei polmoni, sceso del 30%. Così come confermato dall’Amat, l’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio, si riduce inoltre del 37% l’ammoniaca, l’anidride carbonica del 29%, l’ossido di azoto del 14% e le altri polveri sottili del 24%.

Si tratta di elementi inquinanti che, tuttavia, non influirebbero direttamente sulla rilevazione del Pm10, almeno non nel breve periodo. Le concentrazioni si attesterebbero ancora sui 150 milligrammi al metro cubo, un dato di tre volte superiore alla soglia massima legale stabilita in 50 mg/mc. È sempre l’Amat, però, a manifestare indirettamente una certa cautela, perché vi potrebbe essere un ritardo nella rivelazione del Pm10 dalle apposite centraline:

«La riduzione delle emissioni da traffico in Area C non ha un immediato riscontro con le concentrazioni di particolato atmosferico misurate dalle stazioni di monitoraggio, in quanto nelle condizioni meteorologiche di questi giorni caratterizzate da alta stabilità atmosferica, venti deboli, alta umidità relativa e basse temperature, i fenomeni di produzione di particolato secondario, cioè generato in atmosfera a seguito di trasformazioni chimico-fisiche di altri inquinanti, sono dominanti rispetto alla componente primaria, cioè la frazione di particolato rappresentata dalle fonti dirette.»

Nel frattempo, il blocco del traffico per le zone incluse nella cerchia dei Bastioni continuerà anche la prossima settimana, nella speranza si confermi il trend positivo di diminuzione dei mezzi in circolo. Per il Pm10, invece, le aspettative sono tutte fuorché che elevate: le condizioni meteorologiche previste sembrano esclude la possibilità di forti venti o di piogge di lunga durata, vero toccasana per una colata a picco dei livelli di smog.

Fonti: AdnKronos, Milano Today

22 gennaio 2012
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