Area C, a Milano continuano le proteste dei residenti. Sul Comune continua minacciosa una pioggia di ricorsi contro il provvedimento anti smog varato dalla giunta di Giuliano Pisapia. Nel frattempo dai comitati referendari, nati per promuovere una consultazione che chieda lo stop all’iniziativa, arrivano richieste e suggerimenti che sembrano almeno in parte trovare delle aperture tra i partiti che sostengono il sindaco.

Il nodo principale da sciogliere resta sempre quello che più minaccia l’entrata in vigore dell’Area C, quello del trattamento da riservare ai residenti all’interno dei confini della “cerchia” dei Bastioni. Circa 80 mila cittadini abitanti, che al momento si vedono riconosciuti 40 ingressi gratuiti e la tariffa speciale di 2 euro (al posto dei 5 previsti per i non residenti) su quelli successivi.

Risolvere le possibili “storture” legate all’Area C è uno dei primi passi da compiere per il buon successo del provvedimento anti smog, a sostenerlo è il comitato referendario Milanosìmuove che suggerisce la soluzione di un “abbonamento fisso di 125 euro per i residenti”. Invito a ricucire lo strappo con la città arriva anche da Edoardo Croci, ideatore dell’Ecopass e sostenitore dell’ipotesi “Area C”.

Pdl e Lega manifesteranno lunedì a Milano davanti Palazzo Marino, proprio nel giorno di entrata in vigore della discussa “Congestion Charge“. La Giunta fa sapere che alcuni provvedimenti correttivi sono già allo studio, come ad esempio la riduzione della fascia oraria di pagamento per i residenti, che avrebbero libero accesso a partire dalle 16 e 30/17 anziché le 19 e 30 previste. Ottimismo viene a ogni modo espresso dall’assessore Franco D’Alfonso:

I cambiamenti fanno paura e lo capiamo, ma ci sono comunque situazioni sulle quali cercheremo di intervenire con buon senso. Le proposte saranno esaminate, discusse e se utili tradotte in modifiche dell’impianto attuale.

12 gennaio 2012
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