Una nuova stoccata dal mondo OGM sta per essere inferta al mercato agricolo. La società canadese Okanagan Speciality Fruits ha appena realizzato una mela che non annerisce mai, anche dopo tagliata. Questo frutto, che è proprio il caso di soprannominare “pomo della discordia”, è stato battezzato “Arctic Apple” (mela artica) e a breve potrebbe ricevere l’autorizzazione alla commercializzazione negli Stati Uniti.

L’autorizzazione fino a qualche anno fa era scontata, ma oggi per fortuna non lo è più. Sono molti gli oppositori degli OGM, anche nella liberale America, e già si sta sollevando il coro di proteste. Per i coltivatori biologici l’ingresso della Arctic apple rappresenterebbe un disastro economico, per altri un problema enorme.

La doratura (o annerimento) è un processo naturale, dicono i coltivatori “tradizionali”, legata al contatto del frutto con l’ossigeno. Per questo vedere una mela che va contro natura fa una certa impressione. Ciò è stato possibile grazie alla riduzione, fin quasi all’eliminazione, del polifenolo ossidasi, l’enzima che fa imbrunire la mela. Grazie a questa eliminazione la freschezza del frutto è molto più lunga, fino a ipotizzare persino che non marcisca mai.

Non tutti però si oppongono all’ingresso nel mercato degli Ogm. Secondo alcune associazioni infatti una mela che non annerisce può essere più attraente per i bambini e portarli a mangiare più frutta; secondo altre è un modo come un altro per fornire cibo alla popolazione. Adesso la Arctic apple verrà messa sotto esame e, se dovesse ottenere le autorizzazioni, si prevede che possa entrare in commercio negli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno.

Secondo i funzionari del Dipartimento dell’Agricoltura l’unico motivo per il quale le mele OGM potrebbero non essere autorizzate è che la modifica genetica possa cambiare i valori nutrizionali del frutto, provocando conseguenze dannose per la salute.

L’Italia come ha preso la notizia? Ovviamente non bene. La Coldiretti si è fatta subito sentire riportando un sondaggio che ha effettuato qualche mese fa secondo cui il 76% degli italiani è contrario agli OGM di ogni tipo. Inoltre il nostro Paese ha deciso di respingere questo tipo di colture non solo per una questione etica e di salute, ma anche economica dato che le nostre mele, da quelle della Val di Non all’Alto Adige, dalla Campania alla Valtellina, sono tra le qualità migliori al mondo e i mercati ne risentirebbero pesantemente.

10 gennaio 2014
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OGM
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