Le arachidi sono, come facile intuire, i semi dell’arachide. L’Arachis hypogaea, questo il nome botanico della pianta, è una Leguminosa originaria dell’America del Sud, più precisamente del Brasile, anche se a oggi la sua coltivazione si è espansa.

L’arachide viene coltivata anche in Italia: nel nostro Paese si è diffusa verso la fine del 1800, oggi le aree maggiormente dedicate a questa coltivazione si trovano in Veneto e in Campania. La semina avviene in aprile-maggio e si raccoglie tra settembre e ottobre.

L’uso di questi semi è diffuso in tutte le regioni della penisola italiana e questi sono indicati localmente con diversi nomi comuni: il più noto forse è “noccioline americane”, noto in tutte le regioni. In Veneto diventano “bagigi”, in Emilia Romagna sono “scachetti” e in Toscana, invece, “caccaetti”.

Come si consumano

Le arachidi, una volta raccolte, possono essere distribuite direttamente nel loro bacello legnoso e consumate al pari delle noci, delle mandorle o degli altri semi oleosi.

Piuttosto comune è il loro impiego nell’industria dolciaria: la macinatura consente di ottenere una pasta oleosa spalmabile, il noto burro di arachidi, adatta alla preparazione di torte o biscotti. I semi tostati e salati, invece, sono un comune snack da aperitivo.

Dalla spremitura delle arachidi si ricava l’olio di arachidi, che in cucina trova un buon impiego: il suo punto di fumo è secondo solo a quello dell’olio di oliva, pertanto si tratta di un olio vegetale adatto alla friggitura.

Caratteristiche nutrizionali

Dal punto di vista nutrizionale, questi semi sono alimenti ricchi di calorie: 100 g apportano già 598 kcal e contengono fino al 50% di grassi e il 40% di proteine. Queste ultime, pur non essendo ricche di tutti gli aminoacidi essenziali, hanno una buona qualità biologica soprattutto per l’elevata quantità di arginina.

Più interessante è la qualità dei grassi che apportano: sono una importante fonte di grassi monoinsaturi che hanno dimostrato di essere efficaci nella prevenzione delle patologie, anche gravi, del cuore e delle arterie. Tra i grassi monoinsaturi, particolarmente interessante è la concentrazione di acido oleico che conferisce a quest’olio la buona stabilità alle alte temperature. Il profilo lipidico è ulteriormente valorizzato dall’assenza di colesterolo.

Le arachidi sono anche una riserva di minerali, soprattutto zinco, magnesio, potassio, fosforo, manganese e rame e di vitamina E e B3. Elevato è anche il contenuto di fibre: 100 g di arachidi ne apportano già 25 g, in pratica la quantità minima raccomandata quotidiana di fibra alimentare.

Le arachidi sono tra gli alimenti più comuni che causano allergia alimentare.

Quando mangiarle e quante

Le arachidi sono dal punto di vista nutrizionale un alimento ricco di virtù, tuttavia l’elevato apporto calorico suggerisce di consumarle con moderazione: 15 g al giorno, in pratica 6 arachidi – intese come 6 baccelli con due semi ognuno – possono essere sufficienti per garantirsene i benefici.

Al momento dell’acquisto è importante verificare l’integrità e la colorazione omogenea dei baccelli legnosi: questi, nel periodo di conservazione, possono diventare una fonte di aflatossine prodotte da alcuni funghi contaminanti.

Meglio evitare il consumo delle arachidi tostate e salate come snack: il sale aggiunto è molto e già un solo cucchiaino di arachidi non è innocuo, infatti 15 g di questi semi tostati contengono già 100 mg di sodio, ben il 20% della dose giornaliera raccomandata (RDA). Non è molto forse, ma pochi si fermano a un cucchiaino e, con sole 5 ripetizioni, la quantità di sodio assunta diventa facilmente il 100% dell’RDA.

20 ottobre 2015
I vostri commenti
Giulio Mario Palenzona, lunedì 9 novembre 2015 alle0:25 ha scritto: rispondi »

non vi viene il sospetto che la vostra analisi bromatologica sia farlocca ? Si legge : grassi 50 %. Proteine 40 %. Poco dopo fibre 25 g in 100 g, ossia un altro 25 %. Ehm ... 50+40+25 = 115 %. Si direbbe che qualcosa non torni, nevvero ?

Lascia un commento