In Giappone le stranezze sono di casa e, da alcuni anni, l’idea dei caffé a tema sta spopolando. Dopo i locali con la presenza di gatti, conigli, civette, falchi e addirittura serpenti, ora è giunto il tempo dei ricci. In apparenza animali dall’aspetto pungente e forse un po’ difficili da coccolare, ma in realtà esemplari molto simpatici e socievoli. In Giappone per anni sono stati commercializzati e venduti come animali da compagnia, perché non esemplari autoctoni e quindi importati. Mentre in molte parti del mondo, come ad esempio in Europa e in Italia, sono esemplari facilmente individuabili nei prati, all’interno della boscaglia e ultimamente nei pressi dei centri abitati alla ricerca di cibo.

L’idea del caffé nipponico, ribattezzato Harry da un gioco di parole del nome inglese dei ricci, è quella di accogliere gli avventori che potranno osservare direttamente alcuni esemplari. La caffetteria, con sede a Roppongi, ha visto la luce in febbraio, ospita circa 30 animaletti in apposite e adeguate teche di vetro. A partire da una cifra base di 9 dollari sarà possibile interagire con i ricci, coccolarli o semplicemente osservarli. Gli appartenenti alla famiglia degli Erinaceini sono accuditi con attenzione dallo staff, che si preoccupa della loro salute e della loro dieta. Risultano piuttosto amichevoli, come confermato da molti avventori del locale, conservando la loro naturale timidezza.

Come ha confermato lo stesso personale, l’affluenza di clienti è piuttosto intensa, con file di persone in attesa di entrare nella caffetteria. L’obiettivo è quello di mostrare la vera natura di questi animaletti, spesso considerati difficili da gestire, ma anche far conoscere il loro fascino naturale. Se allevati in cattività possono affezionarsi agli uomini, fino a considerarli loro genitori. In Italia però è vietato dalla leggere trattenerli in cattività e fuori dal loro habitat. È possibile comunque soccorrerli se in difficoltà, quindi accoglierli adeguatamente durante le stagioni del letargo. Oppure affidarli a rifugi, veterinari e associazioni competenti in materia che si occuperanno del loro reinserimento in natura.

11 aprile 2016
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