È stato un iter tutt’altro che tortuoso quello che ha portato all’approvazione in Puglia della cosiddetta norma anti-benzo(a)pirene. La legge che fissa i limiti di guardia della sostanza, una delle prime di cui si è accertata la cancerogenicità, ha incontrato l’unanimità del consiglio regionale, ricevendo il plauso del presidente Nichi Vendola.

Il benzo(a)pirene, idrocarburo policiclico aromatico della classe dei benzopireni (fonte Wikipedia), classificato dall’IARC nella più alta categoria di rischio per l’uomo, ha la capacità di interferire con il processo di replicazione del DNA portando a mutazioni nocive. La normativa approvata in Puglia, dopo il superamento dei valori di riferimento in particolare nell’area di Taranto, prevede la messa in campo di interventi rapidi ed efficaci qualora la concentrazione dovesse superare la soglia d’allarme stabilita in 1 nanogrammo al metro cubo.

Soddisfatto anche l’assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro, che auspica una maggiore attenzione sul tema anche a livello nazionale, invitando il parlamento a rivedere la propria posizione in merito alle misure da adottare, al fine di contrastare il diffondersi di un tanto grave fattore di rischio per l’ambiente e la salute. Il riferimento è ovviamente al decreto legislativo 155, soprannominato “salva Ilva”, che fino al primo gennaio 2013 ha tolto qualsiasi limite per quanto riguarda l’immissione dell’idrocarburo da parte delle industrie.

23 febbraio 2011
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