Tim Cook: chi nega cambiamenti climatici non deve avere azioni Apple

Apple non farà passi indietro nelle sue policy ambientali, nemmeno per far felici gli investitori. È questo il monito di Tim Cook, CEO dell’azienda, in un botta e risposta con gli shareholder di Cupertino: il rispetto dell’ambiente è molto più importante del ritorno d’investimento.

Tutto nasce dalle obiezioni di un investitore conservatore, il National Center for Public Policy Research, deciso a contrastare direttamente la dirigenza Cook sulle politiche green degli ultimi anni. Apple, infatti, da diverso tempo persegue logiche a basso impatto ambientale, tra cui figurano gli investimenti in energia rinnovabile e pulita per tutti i data center, l’esclusione di materiali tossici e scarsamente riciclabili da computer e device portatili e, di recente, il rifiuto di acquistare tantalio dalle zone di guerra del mondo. Questo minerale è fondamentale per l’industria dell’elettronica e, per la gran parte dei casi, proviene dallo sfruttamento delle popolazioni in Congo, il primo fornitore mondiale. Secondo il NCPPR, inseguendo le logiche di salvaguardia dell’ambiente Apple starebbe deliberatamente ignorando il profitto, il tutto a danno degli azionisti:

Chiediamo alla compagnia di essere trasparente sulla sua partecipazione in gruppi d’affari e organizzazioni che stanno attivamente promuovendo l’ambientalismo, anziché lavorare per migliorare un ritorno per l’azionista.

Una dichiarazione, ufficializzata in una richiesta formale presentata al gruppo di Cupertino, che ha mandato Cook su tutte le furie. E il CEO del colosso informatico non ha di certo incassato il colpo, anzi ha mostrato la porta a tutti quegli investitori poco attenti alla salvaguardia del Pianeta:

Se volete che io faccia delle cose solo per il ROI [ritorno d’investimento, ndr], dovreste vendere le vostre azioni. […] Quando lavoriamo per rendere i nostri dispositivi accessibili ai non vedenti, non considero nemmeno il maledetto ROI. Lo stesso per le questioni ambientali, la sicurezza dei lavoratori e tutti gli altri settori in cui Apple è leader.

Sotto la dirigenza Cook, Apple ha premuto il piede sull’acceleratore della responsabilità aziendale. Il gruppo, infatti, da diverso anni non è solo impegnato sulla questione ambientalista – nonostante le legittime critiche di Greenpeace qualche anno fa, ora Apple è fra i produttori più verdi – ma anche nella protezione dei lavoratori e della dignità umana. All’esplosione dello scandalo dello sfruttamento della manodopera fra i partner cinesi, la Mela è scesa in campo in prima persona affinché le imposizioni legali venissero rispettate, nominando un organismo indipendente – The Fair Labour Association – affinché monitorasse gli impianti. Lo stesso per la protezione dei diritti civili: da più di un lustro Apple sostiene la comunità LGBT e le minoranze etniche, con attività di lobby e pressione sulle istituzioni a stelle e strisce per eliminare ogni forma di discriminazione.

3 marzo 2014
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