L’Apis è una soluzione omeopatica ricavata dall’Apis mellifica. Appartenente all’ordine degli Imenotteri, questo insetto altro non è che la comune “ape domestica”. Molto utilizzata per l’allevamento è soprattutto la sue razza italiana, l’Apis mellifica ligustica, particolamente docile e laboriosa.

Malgrado le proprietà curative associate dalla medicina omeopatica a tale rimedio, l’utilizzo dell’Apis può non essere condiviso da tutti in quanto per realizzarla è necessario macerare la stessa ape (intera) nell’alcol insieme con il suo veleno.

Proprietà curative

Trattabili con l’Apis sono quei disturbi che ricordano per sintomatologia la puntura dell’insetto, caratterizzata da un dolore acuto, pungente e immediato. I sintomi associati a questo prodotto omeopatico tendono inoltre ad aggravarsi con il caldo.

La pelle è quindi la principale destinataria degli effetti dell’Apis. Le infiammazioni cutanee si caratterizzano come detto per il loro carattere acuto e tendono a portare con l’aggravarsi delle condizioni fenomeni di riduzione del flusso delle urine, minore sete, orticaria, eritema e possibilità di edema.

Anche labbra e lingua possono essere interessate da tali problematiche, con la possibilità di gonfiore improvviso. I sintomi tendono a manifestarsi, anche per quanto riguarda il resto del corpo, sul lato destro e a migliorare con impacchi freddi.

Attraverso l’impiego di Apis vengono trattati inoltre anche disturbi che coinvolgono gli occhi, spesso con edema, quali orzaioli, gonfiore alle palpebre, infiammazioni, congestioni e congiuntiviti. In tali casi è possibile procedere all’associazione con Euphrasia e Kali bichromicum.

La gola è un’altra delle possibili aree d’intervento per questa soluzione omeopatica, da applicare anche in questo caso qualora si presentino disturbi infiammatori a carattere acuto come laringiti e infiammazioni a carico della glottide. Associate sono spesso difficoltà a deglutire, faringe arrossata e febbre, ugola arrossata e gonfiori a gola e palato. Possibili abbinamenti in questo caso sono Aurum triphyllu, Belladonna, Mercurius, Phosphorus e Phytolacca.

Mal di testa che peggiora toccandosi il capo e febbre alta con senso di agitazione sono altre indicazioni possibili secondo l’omeopatia. A queste si affiancano anche dolori e bruciori di stomaco con diarrea e vomito che tendono ad aggravarsi in caso di movimento.

Per quanto riguarda l’apparato genitale e riproduttivo sono trattabili con l’Apis le infiammazioni a carico del testicolo destro per gli uomini. Le donne invece possono utilizzare tale prodotto omeopatico in caso di annessite acuta, sempre del lato destro di ovaie e tuba, come di amenorrea, dismenorrea e cistiti ovariche posizionate sull’ovaio destro.

Dimunizione di urine con incremento di albumina tipiche della nefrite insieme con le cistiti sono possibili ulteriori applicazioni, così come le infiammazioni con edema delle membrane sierose e patologie a carico delle membrane sinoviali come reumatismo articolare con edema, gonfiore alle ginocchia, edema alle mani, piedi o caviglie.

Dosaggio

I dosaggi consigliati nel trattamento dei disturbi a carico della pelle sono a diluizione DH10 e dosaggio 5 granuli (o 10 gocce) per 3 o 4 volte al giorno. Nel caso di malessere alla gola diluizione a DH8, sempre 5 granuli o 10 gocce per 6 volte al giorno.

Al trattamento delle membrane sinoviali si procede invece con diluizione a 6DH e un dosaggio di 5 granuli o 10 gocce per 4 volte al giorno. Possibile l’applicazione in associazione con l’Aesculus hippocastanum.

Nel trattamento della febbre si applica invece con diluizione a 5CH, 3 granuli o 5 gocce ogni ora. L’associazione consigliata in questo caso è con la Bryonia. Nei rimanenti casi la diluizione e il dosaggio sono gli stessi indicati nella cura degli stati febbrili, ma con assunzione ogni 3 ore. Possibili reazioni indesiderate e controindicazioni specifiche nei soggetti sensibili, valutarne l’utilizzo con il proprio medico omeopata.

6 febbraio 2015
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