L’UE decide a favore della moratoria sull’uso dei pesticidi killer delle api. Durante i due anni in cui il provvedimento sarà in vigore non si potranno utilizzare, all’interno del territorio dell’Unione Europea, i tre tipi di neonicotinoidi individuati come dannosi per la salute dei preziosi insetti impollinatori. Un’approvazione è in realtà frutto di una “non decisione”, di un sostanziale nulla di fatto durante la votazione degli Stati membri.

I Paesi UE non sono riusciti a far emergere una maggioranza qualificata né contro e né a favore del provvedimento, lasciando così libera la Commissione di decidere in relativa autonomia. A colpire sono soprattutto alcuni cambi di rotta rispetto alla votazione del 15 marzo, tra questi l’Italia. Il nostro Paese fa marcia indietro e vota contro. Cambiano idea anche Germania, Bulgaria ed Estonia, che passano dall’astensionismo al sostegno per la moratoria in difesa delle api.

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Il via libera alla moratoria sui pesticidi killer è accolto con favore da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, che sottolinea l’importanza della posizione espressa da molti Paesi UE:

Salutiamo positivamente la notizia dell’esito della votazione del comitato Ue sulla moratoria di due anni su tre tipi di pesticidi dannosi per molti insetti e in particolare per le api. Nonostante l’Italia sia tra i Paesi che hanno votato contro questa decisione, per motivi legati alla maggiore regolamentazione dell’uso di queste molecole, stimiamo positivamente il fatto che il voto a favore espresso dalla maggioranza dei Paesi membri corrisponda all’opinione più diffusa tra i cittadini e gli operatori del settore europei. Ora attendiamo fiduciosi la formalizzazione della moratoria da parte della Commissione.

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Se da un lato Legambiente preferisce puntare sull’aspetto positivo della questione, dall’altro Greenpeace non risparmia all’Italia aspre critiche sul voto contrario alla moratoria. Secondo Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile:

Una brutta figura per il nostro Paese, visto che la situazione è ormai chiara e la letteratura scientifica ha riconosciuto la pericolosità delle molecole. L’Italia, in questa occasione, ha preferito proteggere altri interessi che non sono quelli dell’ambiente.

L’Italia, già dal 2008, ha vietato i trattamenti delle sementi di mais con le tre sostanze in questione, ponendosi da apripista e questo aveva fatto calare il numero delle morie di api. Ma ora, con il passaggio successivo e l’inserimento da parte della Commissione Ue di trattamenti spray e in forma granulare, l’Italia si è tirata indietro. Ma la Commissione Ue ha già annunciato che si impegnerà a far attivare la messa al bando.

Foto:Bee on the chamomile flower | Shutterstock

30 aprile 2013
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I vostri commenti
Anna m. Cucci, lunedì 14 aprile 2014 alle23:00 ha scritto: rispondi »

Mio padre è morto di Parkinson... Chissà se anche per colpa di pesticidi. Era un gran consumatore di miele e pappa reale. Faceva cicli di integratori ad ogni cambio di stagione....

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